Arrestato il bandito delle Poste
BR bOLEVANO. /bE' tornato a prendere l'auto usata per la rapina alle Poste del 23 febbraio scorso. Cosi i carabinieri hanno bloccato Gaetano Buommarito, 62 anni: originario di Palermo, vive a Mortara e ha diversi precedenti analoghi. E' in carcere a Vigevano, dopo la convalida del fermo come persona gravemente indiziata di reato, con l'accusa di rapina a mano armata, sequestro di persona (aveva chiuso in bagno un'impiegata, scappando con 5mila 300 euro) e ricettazione della macchina, rubata a Robbio due anni fa.BR La Rénault Kangoo color verde acquamarina dopo il colpo era stata parcheggiata a Mortara, in attesa di recuperarla quando le acque si fossero calmate. Buommarito, a quanto sembra, la utilizzava solo per mettere a segno delle rapine.BR I carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Vigevano, coordinati dal capitano Gennaro Cassese e dal tenente Alberto Cavenaghi, dopo il colpo a Olevano hanno indagato partendo dalla descrizione del bandito e dell'auto usata per la fuga. In una decina di giorni la macchina è stata scoperta, e tenuta sempre sotto controllo: era regolarmente chiusa a chiave anche se rubata.BR Due giorni fa Gaetano Buommarito è andato a riprenderla: si è messo alla guida indossando un paio di guanti di lana, altro elemento che ha insospettito i carabinieri. L'hanno seguito fino a Vigevano e poi bloccato: ha cercato di liberarsi dei guanti, dicendo che la Kangoo non era abitualmente nella sua disponibilità.BR Perquisendo la sua casa, è stata trovata una una barba finta e una pistola giocattolo senza tappino rosso che riproduce una Beretta calibro 9. Tutti questi elementi - uniti alla descrizione del bandito, decisamente somigliante a Buommarito - hanno permesso di far scattare il fermo. Il giudice dell'indagine preliminare Carlo Pasta l'ha poi convalidato, alla presenza dell'avvocato difensore Fabio Santopietro.BR Erano le 10.30 del 23 febbraio, quando il rapinatore è entrato nell'ufficio postale di via Roma a Olevano, piccolo comune a pochi chilometri da Mortara.BR L'unica impiegata - non c'erano clienti - è stata rinchiusa nei bagno di servizio, dopo essere stata costretta a consegnare i soldi sotto la minaccia di un'arma. «Dammi i soldi che hai in cassa», aveva detto il bandito puntando una pistola contro la donna. L'impiegata allora ha sbloccato il sistema di sicurezza dello sportello, per consegnare tutto il denaro incassato quel giorno.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Anna Mangiarotti