«Gli piaceva nuotare, era sano e non riusciva a stare fermo»

b MOTTA VISCONTI./b Attestati sulle pareti della camera da letto, tra fotografie e libri. Raccontano della passione per lo sport di Damiano. «Ha sempre fatto nuoto, sin da bambino - racconta la mamma, Pierangela Pezza, con gli occhi gonfi e senza più lacrime -. Giocava anche a calcio, non stava mai fermo. Aveva anche trovato lavoro, faceva tanti sacrifici. Non ha mai avuto problemi di salute, mio figlio. Un ragazzo sano. Di recente aveva fatto anche degli esami, ma non erano emersi problemi. E ora sono rimasta sola. Era l'unico figlio che avevo». Il dolore composto di mamma Pierangela si scioglie nell'abbraccio degli amici di Damiano che ieri sono andati a farle visita. In casa, in via Verdi a Motta Visconti, ci sono i parenti e un silenzio quasi irreale, interrotto solo dal pianto. Sul tavolo una foto del ragazzo, sorridente e pieno di vita. Il padre del ragazzo, Battista Galli, abita nella casa accanto: «Sono stato avvertito dal campetto. Mi hanno detto che Damiano era in ospedale, che era successa una cosa grave. Mi sono precipitato, ma sono arrivato tardi». Il papà non si dà pace. «Siamo tutti senza parole - dicono Damiano Fusi e Raffaella Santagostino, gestori del bar 'Al Parchetto", che si trova nell'impianto sportivo dove è morto il ragazzo -. Lo conoscevamo, veniva spesso con gli amici a giocare. Ora i compagni si sentono perfino in colpa, per avere organizzato quella partita. Sono distrutti, anche se non hanno nessuna responsabilità. Il fatto è che è difficile dare un senso alla morte di un ragazzo di 26 anni». (m. fio.)BR