Belgioioso, affreschi nel castello

bBELGIOIOSO./b Il castello di sorprende ancora e rivela pareti interamente affrescate nella torre sforzesca. I lavori di ristrutturazione infatti hanno portato alla luce affreschi nella torre trecentesca di cui non si immaginava l'esistenza e che i secoli hanno inglobato nel corpo settecentesco e trasformata, in anni più recenti, in abitazione. Nella parte della torre, che in epoca medioevale doveva essere esterna, si è scoperto un affresco di una decina di metri quadrati che i primi superficiali rilievi fanno risalire al '500, all'interno invece sono state ritrovate circa 100 metri quadri di pareti quasi interamente affrescate, forse in epoca successiva. Per il momento i saggi effettuati non hanno permesso di definire il periodo del ritrovamento che, sostengono gli esperti, «appare molto interessante».BR «Il castello - afferma il sindaco Fabio Zucca - continua a riservare sorprese straordinarie, è uno scrigno che porta alla luce segreti preziosi, che costituiscono un patrimonio per tutta la comunità belgioiosina. La singolarità della scoperta sta nel ritrovare affreschi in strutture nate per scopo militare inoltre la torre ritrovata fa risalire il maniero ad un'epoca anteriore rispetto a quella stabilita finora. A dimostrarlo è anche la pavimentazione che risale al quattrocento». «Si ridisegna l'architettura del castello - aggiunge Michele Bolzoni dell'Ente fiere e castelli di Belgioioso e Sartirana -. La torre, ritrovata dopo secoli, dimostra che il maschio è in linea con il rivellino e che vi era un unico ingresso, verso Milano. E' questa esplosione di colori ad apparire inattesa per un maniero che doveva avere uno obiettivo difensivo». E' d'accordo l'architetto Alberto Zipoli, progettista e direttori dei lavori eseguiti dalla ditta di restauro Marcato. «E' estremamente difficile ritrovare affreschi su costruzioni fortificate - spiega Zipoli -. Sembra che nel Cinquecento vi sia stata la volontà di migliorane la struttura con affreschi e decori. Un primo tentativo di renderla più ludica, proseguito poi nel seicento, fino ad arrivare alla realizzazione della villa settecentesca».BR

Stefania Prato