«'Ndrangheta, Lombardia colonizzata»
b MILANO./b Un'organizzazione che conta 500 affiliati in Lombardia, ma nessun pentito. E che è composta da 16 'locali", tra cui quello di Pavia. E' quanto emerge dalla relazione annuale della Direzione nazionale antimafia (Dna), presentata ieri. Le indagini avrebbero accertato che nella regione sono operativi le 'locali" di Milano, Cormano, Bollate, Bresso, Corsico, Legnano, Limbiate, Solaro, Pioltello, Rho, Canzo, Mariano Comense, Erba, Desio, Seregno e appunto Pavia. «Ma certamente - viene sottolineato nel documento - ne sono presenti altre. Le locali che operano in Lombardia è formato dall'aggregazione di 'ndrine distaccate che hanno riprodotto la forma organizzativa propria dei locali di provenienza. Al suo interno ha una forma organizzativa piramidale al vertice del quale vi è il capo locale. Le 'ndrine operanti a Milano e in Lombardia - scrivono i magistrati - a un certo punto hanno avvertito la necessità di darsi una struttura di coordinamento, in seguito denominata 'la Lombardia", che è diventata il punto di raccordo di tutti i locali esistenti». La Dna parla di una vera e propria «colonizzazione» della Regione da parte della 'ndrangheta calabrese. I settori più coinvolti non sarebbero solo quelli del movimento terra e dei rifiuti. Né solo il narcotraffico, il riciclaggio e l'usura. I boss avrebbero potenziato la propria attività cercando di mettere le mani sugli appalti più prestigiosi della Regione, ma anche nel mondo della sanità, nel campo immobiliare, in quello della pubblica sicurezza, facendo anche affidamento sui contatti con i politici locali. Contatti che rappresentano un «capitale aggiunto di notevole valore e interesse». Ecco allora che dalle indagini della Dda milanese, tra cui quella che ha portato al maxi-blitz 'Infinito" dello scorso luglio (oltre 170 arresti nella sola Lombardia), emerge che «i capi della 'ndrangheta - si legge - si servivano di professionisti compiacenti, come l'ex direttore sanitario della Asl di Pavia Carlo Chiriaco, uno dei principali referenti della 'ndrangheta a Pavia», accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e che sarà processato l'11 maggio prossimo, assieme a un'altra trentina di boss (140 persone, invece, hanno scelto l'abbreviato). Chiriaco che, scrive il gip Gennari, «può essere definito, senza tema di smentita, uno degli uomini più influenti della sanità lombarda, che avrebbe influito anche su una gara d'appalto nel comune di Borgarello, il cui sindaco è stato arrestato lo scorso ottobre». Un altro politico che spunta dalle indagini è l'ex assessore all'Ambiente Massimo Ponzoni (non indagato). Anche nel caso del clan Valle, stanziato tra il Pavese e Milano, ci sono nomi di professionisti compiacenti: si va dall'avvocato Luciano Lampugnani, ai commercialisti usati per gestire gli affari dei clan».BR