Fisco, boom di accertamenti
BR b PAVIA./b Negozio di scarpe nell'Oltrepo stradellino: verbale da 105 mila euro. Esercente di Voghera: 150mila euro. Verbali da brivido anche a Pavia e Vigevano. L'Agenzia delle Entrate è all'offensiva. Caccia all'evasore. Tocca ai commercianti, poi sarà la volta degli artigiani. O di entrambi. Giro di vite, stangata, controllo anti-evasione: lo si definisca come si vuole, ma da almeno due anni il pressing su furbi o presunti tali nel campo dei lavoratori autonomi è cresciuto almeno del 30 per cento. E si è pure impennato il numero di ricorsi presentati alla Commissione tributaria. Una pioggia mai vista di rivalse fiscali, anche se c'è riserbo nel dire quanti siano gli accertamenti in corso. Chi li subisce a volte tace. Le associazioni di categoria non si espongono, si cerca il dialogo costruttivo con il controllore. I più toccati dalla scossa sono, per ora, i commercianti. Ascom non rilascia dati, Confesercenti parla di casi in continua crescita. I commercialisti sono in allarme. I clienti scalpitano: le procedure adottate dall'Agenzia delle entrate per i redditi 2005-2006 preoccupano. «Stanno dribblando gli studi di settore - è il commento - fanno i verbali basandosi su indici di redditività e percentuali di ricarico medio». Una strategia più aggressiva nell'accertamento del vero reddito che, per ora, sarebbe stata adottata su negozi d'abbigliamento, in particolare di calzature. Con il risultato di far crescere le entrate fiscali e i sudori di chi commercia. «Che botte - commentano a Confesercenti - soprattutto per chi vende una certa marca di scarpe». Il metodo, questo: si sono considerate 380 aziende attive nel pavese. E' stata calcolata la percentuale di ricarico medio del settore fissata a 66,68 per cento. Questa percentuale è stata quindi applicata agli acquisti fatti allora. La differenza tra quanto dichiarato e il prodotto di cui sopra ha determinato il ricavo evaso dal commerciante. Questo dato abbinato a un cosidetto «comportamento antieconomico» avrebbe fatto scattare automaticamente gli accertamenti. Una raffica, a tappeto. Altrettanti verbali. Nessuno sfugge. Si incassano verbali che vanno da 20mila fino a 150mila euro. La retata fiscale prosegue perchè la stretta è a livello nazionale. Le Agenzie delle entrate devono raggiungere i budget, la crisi morde anche il fisco e il fisco ringhia sugli evasori o su chi li considera tali. Il 2005 stava per finire in «prescrizione», da qui la tempesta di accertamenti. E soffia cosi la bufera sul commercio. «Si stanno facendo gli accertamenti sugli acquisti e le vendite del 2005 e del 2006. Nel frattempo, però, è arrivata la crisi. I ricavi sono a picco. Certe mazzate si sentono. C'è chi dovrà chiudere», osserva Graziano Tagliavini di Confesercenti. Il nodo del contendere è che questi accertamenti vengono effettuati senza un «preventivo contradditorio con il contribuente» discostandosi anche da quanto emerso dagli studi di settore. D'accordo sul punire i renitenti al fisco, ma servirebbe, per i fiscalisti pavesi, più dialogo preventivo: è proprio quello che sarebbe stato chiesto durante un recente incontro tra i tre presidenti dell'Ordine dei Commercialisti di Pavia, Voghera e Vigevano, Lucio Aricò, Roberto Berti e Roberto Zoboli con il nuovo direttore provinciale dell'Agenzia delle Entrate, Sarto, e il direttore dell'accertamento, Graditi. Dopo i commercianti potrebbe toccare agli artigiani. Come a Brescia dove la locale Agenzia delle entrate ha analizzato le dichiarazioni 2006 di 62 imprese operanti nel settore dei lavori edili. In particolare gli intonacatori. Dall'esame è stato ricavato che l'indice medio ottenuto dal rapporto tra reddito e ricavi era del 20,48 per cento. Tutte le imprese che hanno dichiarato costi e ricavi con un indice di redditività medio inferiore al 10,24 per cento hanno ricevuto un avviso di accertamento. Indice di reddito e comportamento antieconomico, uguale accertamento. Nel bresciano come a Pavia la battaglia si sposta in sede di Commissioni tributarie. Quelle bresciane avrebbero rilevato come non corretta la procedura di accertamento che si basa sullo scostamento dai risultati degli studi di settore. E ciò aggiunto al mancato contradditorio con il contribuente.BR «Comunque sia - dice un commerciante - sono scoppole da paura». L'evasione anche piccola, non è mai stata cosi costosa come oggi, ai tempi della crisi. I negozianti e gli artigiani sono spesso al bivio se proseguire o chiudere i battenti. Anche il fisco diviene una variabile più pesante che in passato.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Fabrizio Guerrini