Foscolo, preside irremovibile «Non rinnego ciò che ho fatto»
b PAVIA./b b«Non rinnego ciò che ho fatto. Le decisioni vanno prese al momento, non con il senno di poi». Lorenzo Fergonzi, dirigente scolastico del liceo Foscolo, che durante l'occupazione degli studenti ha chiamato la polizia, è irremovibile.BR /b Le famiglie da un lato, il preside dall'altro. Le famiglie che annunciano: «I nostri figli si autodenunceranno, l'occupazione non è stata fatta da trenta studenti», e sono pronte a costituirsi in comitato dopo le 34 informazioni di garanzia spedite a 26 allievi minorenni e sei maggiorenni del liceo classico di via Defendente Sacchi. Il preside che ribatte: «Ogni genitore resta libero di fare quello che ritiene. No, non mi sento perseguitato».BR La vicenda dei ragazzi del 'Foscolo" assume nuovi risvolti. I genitori degli alunni in causa si stanno organizzando e già dai prossimi giorni decideranno quale strada intraprendere. Gli studenti indagati sono accusati di occupazione e interruzione di pubblico servizio durante le proteste del 14 dicembre scorso. Un'occupazione che Fergonzi aveva ritenuto dannosa. Spiegando: «Nelle altre scuole non sono stati messi i lucchetti, il personale è entrato. Nel chiostro, allora, c'erano i ponteggi». Che, a detta del personale, poteva essere pericoloso per studenti senza sorveglianza.BR Ma l'epilogo della vicenda, ossia le informazioni di garanzia, ai genitori non va proprio giù. Come ad Antonio Volpe, che ha sottolineato: «Non si può affidare al caso l'indagine, facendo pesare tutta la responsabilità solo su alcuni ragazzi».BR Nelle ultime ore è spuntata l'ipotesi di un'autodenuncia collettiva, ma anche di una raccolta di firme. Nel contempo le famiglie stanno valutando come contribuire alle spese legali di chi è stato identificato, e invitano a «riportare l'argomento nell'ambito della discussione politica». (d. z.)BR