Global service, poche risposte
b PAVIA./b b Mentre le scuole della città e della provincia di Pavia mostrano segni di cedimento, dalla De Amicis al Copernico, nell'ultimo consiglio provinciale-fiume, durato cinque ore, ha tenuto banco la commissione Global service, incaricata di ricostruire i passaggi del contratto di servizio da 35 milioni che dal 2002 al 2010. Nel quale, tra le altre cose, era compresa la manutenzione.BR /b Il capogruppo della Lega Francesco Ratti, appartenente alla fazione Mura-Ciocca, ha abbandonato l'aula al momento dell'intervento del presidente Poma in risposta all'ordine del giorno presentato da Pd e Psi sull'operato dell'amministrazione, poi non votato. E a chiedere le dimissioni a pochi mesi dalle elezioni è stata solo Rifondazione Comunista.BR Sul Global service, la minoranza ha proseguito nell'accusa al presidente Poma. Che ha si rescisso il contratto, ma era assessore nella giunta Beretta che ha dato il via al servizio. Lo stesso che, sulla manutenzione delle scuole, ha mostrato tutte le sue lacune. La maggioranza ha difeso l'attuale giunta senza sorvolare sulle responsabilità della precedente amministrazione di centro destra. Il Global service doveva gestire dal riscaldamento alla manutenzione degli edifici provinciali. Ma, scrive la commissione, «la confusione tra ciò che era oggetto del servizio e ciò che ne era escluso, e dunque doveva essere pagato a parte, ha causato guasti e dissesti». Gli stessi guasti che hanno fatto si che, già nel 2007, documenti ufficiali dichiarassero il fallimento degli obiettivi attesi. Con «enorme sperpero delle risorse pubbliche». Sperpero che la commissione ha riscontrato a partire dalla stipula del contratto, fatta sulla base dei tariffari della Provincia di Milano «ben più onerosi di quello della camera di commercio di Pavia». La commissione di minoranza ha inoltre accusato la giunta di non aver esteso l'indagine agli aspetti della mancata messa in sicurezza degli edifici scolastici e della manutenzione del parco mezzi che, scrivono, «non risultano essere stati onorati». «La commissione è durata due anni e non è servita a nulla, pur pesando sulle casse provinciali - spiega Teresio Forti, Rifondazione Comunista, che dall'organo era uscito dopo la transazione di 500mila euro promossa da Gariboldi per sanare gli interventi non realizzati tra il 2008 e il 2010 -, avevo chiesto di sapere quanto si era speso in 8 anni e non si è detto nulla». «Dopo due anni - ha spiegato il presidente del consiglio provinciale Luigi Bassanese - le commissioni non hanno raggiunto un accordo: dopo la transazione, comunque, il potere di indirizzo era nullo».BR