Tutti i fedelissimi del Colonnello
bROMA./b Su quali forze può contare il leader di Tripoli, e quanto sono in grado di reggere - o schiacciare - l'insurrezione? Come molti uomini forti del mondo arabo, Gheddafi ha dato ai propri figli ruoli militari, per garantirsi la fedeltà delle forze armate. Gheddafi conta non tanto sull'esercito - non particolarmente potente, e male armato - quanto sui paramilitari. La sua unità d'elite e la meglio armata è la 32/a Brigata, conosciuta come brigata Khamis (dal nome del quinto figlio del colonnello, che la comanda). Dispone di moderni tank russi e lanciarazzi Grad montati su camioncini, con grande potenza di fuoco. Conta alcune migliaia di uomini. Le altre forze paramilitari di rilievo sono l'Organizzazione per la sicurezza del popolo e la Guardia rivoluzionaria, con circa 3.000 effettivi. Il regime conta anche su un'efficiente quanto spietata sicurezza interna ed esterna, che sarebbe stata la protagonista della dura repressione delle proteste a Bengasi: un leader è il cognato di Gheddafi, generale Abdullah Senussi. I figli di Gheddafi hanno dunque ruoli militari più o meno rilevanti: Mutassim è dal 2009 capo del Consiglio della sicurezza nazionale; Saadi è stato inviato giorni fa nell'est ribelle per tentare di arginare l'insurrezione. Un altro figlio, Hannibal, ha un ruolo minore. Poi ci sono i mercenari: Gheddafi starebbe usando combattenti africani (da Ciad, Mali e Niger, tra gli altri). Si tratta di ex guerriglieri attirati dai soldi. Secondo il portavoce della Lega libica per i diritti umani Ali Zeidan, i mercenari attivi in Libia sono circa 25.000 e vengono pagati tra i 300 e i 2.000 dollari. Per Zeidan, sono guidati da due generali del Ciad che rispondono agli ordini dell'ambasciatore del Ciad in Libia, Daussa Deby, fratello del presidente del Ciad Idriss Deby. Infine, il colonnello conta sulla sua tribù, la Qadhathifa.BR