Strage di bimbi, le scuse di Petraeus

bKABUL. /bLa Coalizione internazionale impegnata da un decennio in Afghanistan in una dura guerra contro i Talebani ha vissuto ieri una delle sue giornate più difficili quando il suo comandante, generale americano Davis Petraeus, ha dovuto scusarsi ufficialmente per «l'erronea uccisione di nove civili», in realtà bambini e adolescenti fra gli otto e i 14 anni, in un bombardamento nella provincia orientale di Kunar.BR L'episodio, che ha suscitato grande emozione nell'opinione pubblica e nel mondo politico afghano, è aggravato dal fatto che soltanto una decina di giorni prima, in un raid aereo, nella stessa provincia sono stati uccisi 64 civili, fra cui 20 donne e 29 bambini.BR Su quest'ultimo incidente l'inchiesta dell'Isaf, la forza d'intervento internazionale, non si è ancora conclusa, ma sull'attacco di ieri nel distretto di Darah-Ye Pech la reazione e l'ammissione di responsabilità sono state immediate, anche per la levata di scudi generale delle autorità locali e nazionali afghane.BR Per tutti infatti si è espresso il presidente Hamid Karzai, in visita ufficiale a Londra: «La lotta al terrorismo condotta nei villaggi afghani non avrà successo se continueranno a crescere, a causa di ingiustificabili operazioni e bombardamenti militari di Isaf e Nato, le vittime innocenti civili». Dopo essersi chiesto se bombardare un'area dove «poveri bambini stavano raccogliendo legna sia un modo per dare sicurezza all'Afghanistan», Karzai ha concluso ricordando «ancora una volta alla Nato la necessità di concentrarsi sui santuari dei terroristi, perchè altrimenti queste uccisioni di civili le provocheranno pesanti problemi».BR Anche per questo Petraeus ha deciso di evitare dilazioni nell'ammissione delle responsabilità.BR