Sisma, chiesti 15 milioni
BR b PAVIA./bb C'è il peso dell'accusa di non avere previsto il terremoto all'Aquila. E ora sulla commissione Grandi rischi, di cui fa parte il docente pavese Gian Michele Calvi, indagato insieme ad altri per omicidio colposo, incombe anche una richiesta di risarcimento milionaria.BR /b Sono una quarantina le parti civili che hanno chiesto di costituirsi nel processo sulle presunte responsabilità legate alla mancata previsione del sisma all'Aquila, che nel 2009 fece 309 vittime. Nell'udienza preliminare che si è svolta l'altro ieri al Tribunale del capoluogo abbruzzese, ha chiesto un risarcimento di 15 milioni di euro anche Livio Bearzi, preside del Convitto nazionale, imputato nel processo sulla morte di tre studenti nel crollo della struttura. Bearzi, che pure è accusato di omicidio colposo, intende rivalersi sulla commissione Grandi rischi, 'colpevole" di non avere previsto il terremoto nonostante gli 'avvertimenti" dello sciame sismico. A ipotizzare responsabilità da parte della commissione è la stessa Procura aquilana, che ha chiesto il rinvio a giudizio per i sette componenti. Oltre a Gian Michele Calvi, professore di Meccanica strutturale all'Università di Pavia, direttore della fondazione Eucentre e responsabile del progetto di ricostruzione Case (Calvi è difeso dall'avvocato Alessandra Stefano), sono accusati di omicidio colposo anche Franco Barberi, presidente vicario della Commissione nazionale per la prevenzione dei grandi rischi e ordinario di Vulcanologia all'Università Roma Tre; Bernardo De Bernardinis, vice capo del settore tecnico operativo del dipartimento nazionale di Protezione civile; Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e ordinario di Fisica terrestre all'Università di Bologna; Giulio Selvaggi, direttore del centro nazionale terremoti, Claudio Eva, ordinario di Fisica terrestre all'università di Genova, e Mauro Dolce, direttore dell'ufficio Rischio sismico del dipartimento di Protezione civile e ordinario di Tecnica delle costruzioni all'Università Federico II di Napoli. La commissione, al termine della riunione del 31 marzo 2009, quindi cinque giorni prima del terremoto del 6 aprile, avrebbe fornito alla popolazione indicazioni troppo rassicuranti sulla eventualità di un terremoto, spingendo quindi i cittadini a non prendere precauzioni. Nessuno degli imputati era presente l'altro ieri in Tribunale, quando le parti civili hanno depositato gli atti e il giudice Giuseppe Garganella ha deciso di rinviare il processo a maggio, nelle giornate del 16, 17 e 18, per esaminare le richieste.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Maria Fiore