Salvato mentre sta per buttarsi sotto il treno
b VOGHERA./b Salvato da una volante della polizia, mentre sta per togliersi la vita buttandosi sotto un treno. Improvvisandosi psicologi, i poliziotti sono riusciti a calmare l'uomo: poi lo hanno riaccompagnato a casa, a Pavia, dove la moglie lo aspettava in preda all'angoscia. Protagonista dell'episodio è stato L.G., un italiano di 30 anni che abita a Pavia. A motivare il tentativo di farla finita erano state alcune gravi difficoltà economiche, che a loro volta avevano provocato delle tensioni familiari.BR Tutto inizia alle 22.30, quando il 113 di Pavia riceve la telefonata allarmata di una donna. «Aiutatemi - si appella la donna - Mio marito mi ha appena telefonato da Voghera. E' alla stazione, vuole uccidersi». La donna fornisce il nome e il cognome del marito, il numero di cellulare, la descrizione di come è vestito. La polizia prova a contattare L.G., ma è inutile: il 30enne ha spento il telefonino. Viene allertato il commissariato di Voghera, che invia la volante alla stazione. I poliziotti, con in mano la descrizione di L.G., entrano in stazione e lo vedono mentre attraversa i binari. Lo fermano, lo riportano sul marciapiede, e con il pretesto di identificarlo lo conducono sulla loro auto e lo allontanano cosi dai binari.BR Dopo avere verificato che è proprio lui, L.G. viene accompagnato in commissariato. Negli uffici L.G. scoppia in lacrime. Gli agenti lo fanno parlare, cercano di farlo sfogare e di consolarlo. L.G. racconta la sua storia. I poliziotti lo fanno parlare con la moglie: quando sembra che si sia calmato, L.G. viene riaccompagnato a Pavia con la volante. (p.fiz.)BR