Via libera al Milleproroghe
bROMA. /bCi sono voluti 59 giorni e due fiducie, ma alla vigilia dello scadere dei termini il decreto Milleproroghe è diventato legge. L'Aula del Senato ha licenziato ieri in gran fretta (159 si, 126 contrari, due astenuti) il testo alla terza e definitiva lettura. Il decreto è stato promulgato da Napolitano. Ma il Presidente - che su questa linea aveva dato l'ultimo avviso al governo - ha richiamato all'impegno assunto ad attenersi d'ora in avanti al criterio di una sostanziale inemendabilità dei decreti-legge». Possibili eventuali correttivi. Atteso il risultato di Fli (sei contrari), visto che proprio alla prima lettura si sanci la spaccatura del gruppo. Nonostante un testo blindatissimo, non è mancata in aula una discussione vivace sulla nuova formulazione della norma sull'anatocismo, una delle correzioni entrate nel maxiemendamento arrivato alla Camera dopo i rilievi del Quirinale. Bloccati due testi, del Pd e di Futuro e libertà, che avrebbero assicurato l'impegno a emanare una circolare chiarificatrice. E' passato invece un meno vincolante ordine del giorno del Pdl. Un punto per l'opposizione invece sull'altro tema caldo, quello del divieto di incrocio di proprietà tra tv e stampa. Un documento del Pd impegna il governo ad allungare il termine dal 31 marzo fino al 31 dicembre 2012: «Proposta giusta e ragionevole» ha ammesso Gasparri. Ma mentre il governo canta vittoria, il giudizio dell'opposizione è durissimo: «Mille prese in giro e mille ipocrisie», «un frutto deforme di questo governo» ha commentato Anna Finocchiaro.BR Passa dunque quello che lo stesso Berlusconi aveva definito un «ippopotamo», un miscuglio di norme sugli argomenti più disparati: dall'aumento di un euro del prezzo del biglietto del cinema (escluse le parrocchie), al rinvio di sei mesi delle multe per le quote latte, fino alla nuova mission di Poste spa che scorporerà le attività di bancoposta e potrà assumere anche quote di controllo in Banca del Mezzogiorno. Ma anche stop agli sfratti, foglio rosa per i motorini e tagliola per i precari spostata a fine 2011. Tra i provvedimenti tagliati, l'aumento del numero degli assessori del Comune di Roma e la contestata riorganizzazione della Consob. Apertura di Tremonti sull'anatocismo, si vedrà come intervenire sulle cause aperte con le banche. Per gli abruzzesi colpiti dal terremoto il pagamento dei tributi slitta al 31 dicembre, per i veneti alluvionati resta sospeso fino al 30 giugno: intanto arriverà un fondo di 30 milioni.BR