LA GALASSIA DI TRIBÙ E CLAN SCHIERATI CONTRO IL DITTATORE
BR Dopo aver accusato gli Stati Uniti e (figuriamoci!) l'Italia di fomentare la rivolta di massa che sta spazzando via il suo regime, Muammar Gheddafi se l'è presa ieri con Al Qaeda, alla cui propaganda avrebbero abboccato i giovani libici. Ora è del tutto chiaro che la ribellione non è guidata da Al Qaeda, e che il colonnello ne sbandiera il pericolo per fare paura agli occidentali e ai suoi stessi sudditi.BR Bin Laden, finora, si è limitato a manifestare apprezzamento per i rivoluzionari, ma non ha ancora una presa reale sulla popolazione. Fra gli insorti, certo, vi sono anche fanatici religiosi, a lungo repressi da Gheddafi, ma al momento non sembrano loro a guidare l'onda. Forse è vero quanto ha denunciato il regime, secondo le cui fonti si sarebbero creati nella città costiera di Al Bayda e in quella sudoccidentale di Derna due 'emirati islamici", ma anche fra gli islamisti vi è una tendenza moderata e una tendenza radicale, che può ricordare gli Shebab somali.BR Anche la Libia come la Somalia è un paese diviso fra clan e tribù, che avevano dovuto sottoporsi alla forza militare del colonnello e che adesso vanno ciascuna per proprio conto. A parte la tribù dei Qadhafi da cui proviene il colonnello, tutte le altre hanno in comune la volontà di finirla con il rais di Tripoli. Contro di lui non si sono schierate soltanto le tribù della Cirenaica, da sempre ostili a Gheddafi. Non va dimenticato che in Cirenaica si estrae il 95% del petrolio libico, e che quindi la tentazione secessionista potrebbe non dimostrarsi irreale.BR Città come Tobruk e Bengasi non sono però favorevoli alla creazione di uno stato della Cirenaica, perché sono convinte che il maremoto finirà per travolgere anche Tripoli e la parte occidentale del paese. Con i ribelli si sono schierate infatti anche le più importanti tribù della Tripolitania. Hanno dichiarato guerra al colonnello gli Zintan, i Rojaban, i Riaina, le tribù del Jebel, la montagna di Tripoli e anche quelle berbere. Queste tribù sono composte da guerrieri eccezionali, che nel 1911 sconfissero l'Italia a Shara Shatt.BR Anche i Touareg del deserto si sono schierati contro il dittatore, mentre gli Zuwayya minacciano di bloccare le esportazioni di greggio. Secondo Al Jazeera fra gli insorti vanno considerati gli Al Farjane, provenienti dalla Sirte, proprio dove è nato Gheddafi. E secondo osservatori indipendenti anche la sua tribù. Quella ricompensata dal regime in mille modi, sarebbe divisa: una parte degli uomini avrebbe occupato tutta la Sirte.BR Dunque è chiaro che per il rais di Tripoli i giorni, se non le ore, sono contati. Ma che cosa avverrà dopo? Senza personalità politiche di spicco, senza partiti democratici, con un esercito cui Gheddafi ha dato sempre poco spazio nel suo rudimentale 'divide et impera" nulla può essere escluso. Molto dipenderà da cosa vorranno fare per la Libia le potenze internazionali. Lasciarla al suo destino, con tutto il gas e il petrolio che sta nel suo sottosuolo non è possibile. Ma altrettanto difficile sembra un intervento degli Stati Uniti e dell'Unione europea per garantire una transizione ordinata e il meno violenta possibile.BR Senza un tentativo di questa natura, però, è bene aver presente che la minaccia dell'integralismo islamico diventerebbe concreta e terribilmente vicina.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Giancesare Flesca