Mutui casa più cari, piace il tasso fisso
bMILANO. /bMutui casa più cari, e continua a piacere soprattutto il tasso fisso. Accelerano i prestiti bancari al settore privato, prosegue la fase di ripresa del trend dei finanziamenti alle imprese. E' quanto sottolinea il rapporto mensile dell'Abi su Economia e Mercati finanziari-creditizi. Nel mese di gennaio il tasso sui prestiti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni è stato pari al 3,12% a fronte del 2,97 per cento registrato nel dicembre 2010.BR L'aumento - spiega l'associazione guidata da Giuseppe Mussari - è da attribuire anche a una maggiore quota del flusso di finanziamenti a tasso fisso, passata nell'ultimo mese dal 29,7% al 41,1%. In generale, la dinamica dei prestiti in Italia ha manifestato, sempre in gennaio, un'accelerazione con un tasso di crescita del 5,53% a 1.690 miliardi (+4,25% nel dicembre 2010 e +0,94% un anno prima), tornando sui livelli di fine 2008. Rispetto al gennaio 2010 il flusso netto di nuovi prestiti è stato di circa 85 miliardi. Gli impieghi nei confronti dei soli segmenti delle famiglie e delle società non finanziarie è cresciuto in gennaio del 4,3% a 1.468,5 miliardi (+3,78% e +0,26%). A fine 2010, si legge ancora, è proseguita la fase di ripresa del trend dei finanziamenti al totale delle imprese (+1,6% contro +1,2% in novembre e -2,4% a fine 2009) ed è positivo anche l'andamento per le piccole imprese (+1,5% nel novembre 2010). La crescita raggiunge il +2,4% per le famiglie produttrici (artigiani). Sostenuta rimane la dinamica tendenziale del totale prestiti alle famiglie (+7,6% a fine 2010 contro +7,5% in novembre e +5,9% a fine 2009). Più marcata è stata la crescita dei finanziamenti per l'acquisto di immobili, risultata a dicembre di +8% circa (7,5% in novembre e +6,1% a fine 2009).BR L'analisi della distribuzione del credito bancario per branca di attività economica mette in luce inoltre come nel dicembre del 2010 le attività manifatturiere, quella dell'estrazione di minerali e i servizi coprano una quota del totale di circa il 54 per cento, di cui il 24,1% per il solo settore manifatturiero.BR Sul fronte bancario è ancora da registrare che dal 2006 a oggi il costo medio di tenuta del conto corrente è aumentato, per alcune categorie di consumatori come i giovani e le famiglie con esigenze medie, di oltre il 5% medio annuo. Lo segnala il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, per il quale esistono tuttavia «ampi spazi di riduzione dei costi dei servizi bancari» grazie alle iniziative di Bankitalia, dello stesso mondo bancario (Patti Chiari) e dell'Antitrust.BR