Bruciata la bandiera libica

BR b ROMA. /b La bandiera della Libia pre-Gheddafi, un vessillo rosso nero e verde con al centro la mezzaluna e la stella, simbolo del Paese prima dell'attuale regime, ora sventola sull'ambasciata libica a Roma. E cosi anche sulle ambasciate di Londra, Berlino e su numerosi edifici dell'Est della Libia.BR La protesta di libici, sostenuti da italiani e altri nordafricani, ieri è esplosa nella Capitale in tutta la sua forza simbolica: «Ecco la bandiera della Libia democratica, quella di re Idriss el-Senussi», hanno urlato i manifestanti assiepati in via Nomentana, dopo che uno di loro si è arrampicato sul muro strappando la bandiera verde istituita da Muhammar Gheddafi nel 1969. Il vessillo del ditattore finisce a terra, lo calpestano al grido di «Libia, Libia». Lo bruciano mentre urlano «ora abbiamo issato la vera bandiera della Libia». É il momento di maggior tensione del presidio: il traffico viene bloccato, su entrambi i lati della strada sono piazzate diverse camionette delle forze dell'ordine, davanti all'ambasciata ci sono decine di poliziotti e carabinieri. La polizia spara qualche lacrimogeno, volano insulti contro il governo italiano. «Il sangue dei martiri non sarà lavato se non con la morte di Gheddafi» è lo slogan dei manifestanti che prendono in spalla il ragazzo che ha sostituito la bandiera festeggiandolo. Poi, alcuni ragazzi di Sinistra critica, che ha aderito al sit-in insieme a Pd, Rifondazione comunista e Partito comunista dei lavoratori, hanno raccontato di aver letteralmente strappato quel giovane libico dalle mani di agenti in borghese che sembra volessero fermarlo forse per identficarlo.BR «Torneremo qui ogni giorno, fino a che la Libia sarà libera», hanno detto i partecipanti (in tutto circa 300) al termine del presidio che da tre giorni ormai staziona davanti all'ambasciata con cartelli, foto e striscioni. La stessa scena della sostituzione della bandiera libica con il tricolore di Senussi, ieri si è ripetuta per le ambasciate di Londra e Berlino. A Milano invece, un centinaio di persone hanno protestato davanti al consolato libico esprimendo «sdegno e orrore» per i massacri che hanno coinvolto i civili.BR Diverse manifestazioni in molte città d'Italia sono previste anche per i prossimi giorni. Sinistra e libertà ha organizzato, per oggi pomeriggio (alle 17) un sit-in davanti al consolato libico di Palermo.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Annalisa D'Aprile