Napolitano boccia il "milleproroghe"

BR b ROMA. /bStop del Quirinale al governo sul decreto milleproroghe. Con una durissima lettera inviata a Silvio Berlusconi e ai presidenti delle Camere, Giorgio Napolitano dà sfogo a tutta la sua irritazione e boccia il provvedimento omnibus con il quale il governo ha «eluso il controllo preventivo» del Colle ed ha introdotto modifiche «troppo ampie ed eterogene» che lo pongono in «contrasto con la Costituzione» e lo trasformano in una sorta di «nuova legge finanziaria» dai contenuti più disparati.BR Il capo dello Stato, che ieri ha ricevuto al Quirinale il presidente del Consiglio, avverte che d'ora in poi «non potrà più rinunciare» alla facoltà di rinviare i provvedimenti alle Camere, chiede modifiche ed offre al governo una possibile via d'uscita e cioè la «parziale reiterazione del testo originario del decreto legge». E se il milleproroghe non potesse essere modificato e fosse approvato cosi com'è, il capo dello Stato suggerisce al governo l'opportunità di adottare successivamente «norme interpretative e correttive».BR Partendo dalla convinzione che «le troppe fiducie comprimono il ruolo del Parlamento», Napolitano fa capire che questa è l'ultima volta che si limita a sottolineare i rilievi. Per il governo, la botta è pesantissima. Lo stop del Quirinale arriva proprio mentre a Montecitorio l'aula approva a maggioranza la fine anticipata della discussione generale sul decreto legge che, a causa dei numeri incerti della maggioranza nelle commissioni, ha saltato l'esame e il voto delle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio. Decisione che portato l'opposizione all'struzionismo iscrivendo tutti i deputati a parlare. Come ne uscirà il governo? Nella nota del Quirinale si legge che il premier «ha convenuto» sulle osservazioni di Napolitano ma nella maggioranza la tensione sale alle stelle. Gianfranco Fini legge la lettera nell'aula di Montecitorio («E' una lettera che si commenta da sola...») e sospende i lavori. Dal Pdl fanno sapere che molto probabilmente il governo presenterà un maxiemendamento che riproponga il testo originario del milleproroghe, che anche questa volta verrebbe blindato con il voto di fiducia.BR Umberto Bossi accoglie con fair play le bacchettate del Colle e fa capire a Berlusconi che questa volta si è davvero esagerato. «Napolitano? Lo considero abbastanza amico, sono abbastanza tranquillo. Questa volta il decreto passa ma credo che sia l'ultima...». L'opposizione, invece, va all'attacco e punta a una marcia indietro del governo. I dirigenti del Pd come Dario Franceschini, Anna Finocchiaro e Luigi Zanda spiegano che Napolitano si è espresso con «ineccepibile durezza» e correttezza istituzionale». Pier Ferdinando Casini sottolinea invece la «correttezza istituzionale» del Quirinale. Per Di Pietro la prossima volta il capo dello Stato potrebbe decidere di sciogliere le Camere.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Gabriele Rizzardi