Sara, i genitori chiedono i danni

b TORREVECCHIA PIA./bb Da più di un anno Sara Ippolito, quindicenne di Torrevecchia Pia, è sdraiata su un letto, gli occhi chiusi, impenetrabile al mondo esterno: la diagnosi, implacabile, è di stato vegetativo. Ora i genitori fanno causa all'ospedale di Melegnano dove era ricoverata quando, poco dopo l'appendicectomia, tre attacchi cardiaci che le sono costati il coma.BR /b Sara era arrivata all'sopedale di Vizzolo Predabissi il 12 gennaio dell'anno scorso, con in tasca una diagnosi del pronto soccorso del San Matteo datata 10 gennaio 2010 in cui si attribuiva il suo malessere a un'infezione alle vie urinarie. Il 13 gennaio il ricovero in opediatria, a Melegnano, il 15 l'operazione: i suoi dolori erano stati ricondotti a una plausibile appendicite. Ma la ragazza stava sempre più male, i genitori chiedevano aiuto ma, dicono, i medici li tranquillizzavano. Poi la tragedia, tre attacchi cardiaci, niente più ossigeno al cervello, la circolazione extra corporea. E il coma irreversibile. Ora i genitori hanno intentato causa civile all'ospedale, citando anche tre medici, chiedendo un risarcimento danni per le cure a cui Sara dovrà essere costantemente sottoposta. Nella citazione presentata dagli avvocati Caudio Santandrea e Daniela Bellometti si legge: «Sara, nei ricordi dei familiari vivace, allegra, affettuosa, amante della musica e del ballo, oggi è inchiodata in un letto con lo sguardo nel vuoto, afflitta dal decubito, con un tubo in gola per respirare e sonde di alimentazione per sopravvivere. Tutto questo non per un giorno, un mese o un anno ma per sempre». Nell'istanza si spiega che i medici, mentre Sara stava male, avrebbero ripetuto ai genitori di andare dallo psicologo, perché ansiosi. L'atto di citazione è stato depositato al tribunale di Lodi: si chiedono danni non patrimoniali per Sara e i parenti e danno patrimoniale per l'assistenza. Allegata la relazione dei dottori Arnaldo Migliorini Andrea De Gasperi, medico legale e specialista in anestesia e rianimazione: «La negligenza post operatoria non ha permesso di prevedere quanto poi avvenuto e l'assenza di dati, analisi, controlli, non permettono oggi di poter formulare delle ipotesi su quanto poi accaduto».BR

Chiara Riffeser