Raffaello Sernagiotto il signore dell'industria
b CASTEGGIO./bb Si terranno questa mattina alle 10 i funerali di Raffaello Sernagiotto, novanta anni, conte di Casavecchia, uno degli industriali casteggiani più importanti del secolo scorso e che nella sua lunga carriera è riuscito a svolgere la propria attività esportando in diversi Paesi del mondo.BR /b Nato a Santa Maria della Versa il 25 agosto del 1920, si era diplomato in agraria e, dopo aver insegnato in alcuni istituti scolastici, assieme al fratello Emilio aveva fondato la Sernagiotto spa, che nel corso degli anni ha ricoperto un ruolo di prim'ordine nel settore produttivo dei macchinari per l'enologia. Generazioni di casteggiani hanno lavorato presso la sua azienda, con sede in via Torino: «Nonostante avesse una grandissima preparazione e competenza, non ha mai cercato di mettersi in mostra. Quando si rivolgeva a noi lo faceva sempre con gentilezza e cortesia - lo ricorda con un affetto un suo ex dipendenti -. Davvero un animo nobile, aveva una squisita riservatezza». Sernagiotto, grazie al suo grande intuito imprenditoriale, fu uno dei primi a comprendere come il settore della depurazione delle acque fosse in grado di offrire grandi opportunità in termini di lavoro e, assieme al suo fratello-socio Emilio, scelse di espandersi in questo campo: fu una scelta azzeccatissima, tanto che riusci a stringere accordi internazionali. L'epilogo dell'azienda Sernagiotto fu quando i due soci andarono in pensione, cedendo la loro attività (attualmente nelle mani del colosso tedesco Siemens). Il nome di Raffaello Sernagiotto è legato alla comunità casteggiana anche per aver donato, nel 2005, cinquemila libri alla biblioteca Pelizza Marangoni, dove ora sono conservati in un'apposita sala a lui intitolata. Gli esemplari appartenevano alla sua collezione personale ed alcuni risalgono al 1500.BR
Simone Delù