Costola incrinata nella rissa Cavo: «Vien voglia di smettere»
bRETORBIDO./b Botte e gol. In campo tra Retorbido e Casei è finita 2-1 con due reti annullati per gli ospiti e un rigore contestato su Picolla che ha deciso il match. Dopo è scoppiato il trambusto con Gheno, del Casei, che è stato colpito e trasportato al Pronto soccorso, dove è stato dimesso attorno alle 23 con una costola incrinata. «Dopo il rigore - racconta Carlo Vicini, mister del Casei - si sono scaldati gli animi, mi sono avvicinato a Picolla per dirgli che era stato scorretto, poi dietro di me è scoppiato un parapiglia. Mi hanno raccontato che Gheno stava dividendo due giocatori quando un atleta del Retorbido lo ha colpito. Il ragazzo faceva fatica a respirare e lo abbiamo portato in mezzo al campo, mentre un altro si è preso un bottiglia in testa. Tutto questo è successo perché non c'era un arbitro all'altezza. E comunque nessuno del Casei è entrato nello spogliatoio del Retorbido».BR Dà un'altra versione dei fatti il tecnico Maurizio Cavo: «Stavo mandando i ragazzi nello spogliatoio, mentre alcuni dirigenti proteggevano l'arbitro dalle proteste, poi due giocatori loro si sono intrufolati nel nostro spogliatoio ed è scoppiata la bagarre. Un mio giocatore deve aver dato un calcio a Gheno, che però è uscito sulle sue gambe. Vicino a lui c'era Pinto, che è fisioterapista e lo ha fatto sdraiare, poi è stata chiamata l'ambulanza. Sono brutti episodi che fanno passare la voglia di giocare». (m.q.)BR