Mortara, operaio morto sul lavoro Sotto accusa in sei
bMORTARA. /bSei davanti al giudice per la morte sul lavoro. E' cominciata ieri, al tribunale di Vigevano, l'udienza per l'infortunio che il 18 novembre 2009 costò la vita a Francesco Del Castro, 45enne residente a Bergamo, caduto dal tetto di un capannone alla centrale del metanodotto Snam di Mortara.BR Gli imputati, accusati di omicidio colposo e violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sono il capo cantiere, l'amministratore delegato e il direttore tecnico della Essea3, la ditta di Bergamo per cui lavorava Del Castro, che aveva in subappalto interventi di bonifica per la rimozione delle lastre in amianto. Gli altri tre imputati sono dirigenti della ditta appaltante Tre Colli e della Riva e Mariani group spa di Milano, un'altra impresa cui erano stati affidati lavori in subappalto.BR I familiari della vittima si sono costituiti parte civile con l'assistenza dell'avvocato Fabio Santopietro. L'udienza di ieri è stata rinviata al 27 maggio per consentire di perfezionare la pratica di risarcimento danni da parte delle compagnie assicurative. Al ritorno in aula, i legali degli imputati valuteranno anche se chiedere il rito abbreviato (e quindi chiudere il procedimento in udienza preliminare) o, altrimenti, opporsi alla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla procura per i 6 imputati. «Valuteremo se scegliere eventualmente un rito alternativo - afferma l'avvocato Maurizio Sorisi, legale della Essea3 -. In questa fase del procedimento non possiamo che esprimere rammarico e dispiacere per la morte di Francesco Del Castro. Da parte nostra, abbiamo le credenziali di una ditta seria, da anni sul mercato e strutturata secondo le migliori norme di sicurezza». (l.g.)BR