Giustizia, Napolitano gela Berlusconi

BR b ROMA. /bUn lungo colloquio con il Presidente della Repubblica Napolitano, per ribadire di essere vittima di un'offensiva giudiziaria fondata su accuse infondate che avrebbero come unico obiettivo quello di sfrattarlo da Palazzo Chigi.BR Ma come accaduto in precedenti occasioni, Berlusconi si è trovato di fronte un Presidente freddo, che lo ha invitato ad abbassare i toni, a non alimentare ulteriormente le tensioni, e soprattutto a non procedere con strappi sulla giustizia.BR Un brusco stop insomma, dopo che Berlusconi aveva già dovuto incassare un no secco nei giorni scorsi sul decreto per limitare le intercettazioni.BR Probabilmente il premier si aspettava qualcosa di più, una 'sponda" per procedere con le riforme, dopo aver ottenuto l'incontro grazie all'insistenza di Gianni Letta - presente all'appuntamento - e aver 'salvato" il solo Napolitano nell'intervista al veleno rilasciata al Foglio, definito «un Presidente che si comporta da galantuomo, non certo come fece Scalfaro».BR Ma come aveva già detto incontrando qualche ora prima il Comitato di presidenza del Csm, Napolitano ha ribadito: «Il giusto processo c'è già, è garantito dalla Costituzione, basta strappi sulla giustizia». Il premier ha risposto, supportato dalla mediazione di Letta, che il governo non farà forzature, ma andrà avanti con le riforme anche sulla giustizia, «senza strappi e ricorsi a decretazione d'urgenza, nel rispetto della Carta». Il premier anche di fronte al Presidente della Repubblica avrebbe insistito nel definire risibili i fatti contestati dalla procura di Milano, assicurando di avere i numeri in Parlamento per proseguire a governare. «E la maggioranza alla Camera si rafforzerà ancora» ha detto.BR Ma che la giornata non sarebbe stata proficua per il premier si era capito fin dal mattino, quando il presidente della Repubblica aveva incontrato il comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura e una rappresentanza dei componenti del Csm. Un appuntamento in agenda da tempo per discutere di questioni specifiche di ordinamento del plenum del Consiglio, e che si è trasformato in altro. Il vicepresidente dell'organo autonomo della magistratura, Michele Vietti (Udc), ha descritto l'inquietudine che si vive all'interno del Csm per l'aspro conflitto in corso, e per le continue accuse da parte di Berlusconi e della maggioranza di centrodestra ai pm e alla magistratura. Napolitano, riservandosi di partecipare nuovamente al plenum del Csm, ha richiamato le sue recenti dichiarazioni in occasione della Giornata dell'informazione, quando sottolineò che «nella Costituzione e nella legge possono trovarsi i riferimenti di principio e i canali normativi e procedurali per far valere insieme le ragioni della legalità nel loro necessario rigore e le garanzie del giusto processo. Fuori di questo quadro - ha aggiunto il Capo dello Stato - ci sono solo tentazioni di conflitti istituzionali e di strappi mediatici che non possono condurre, per nessuno, a conclusioni di verità e giustizia».BR Messaggio chiaro per Berlusconi, e soprattutto di grande peso dopo la guerra scatenata dal Cavaliere e dal Pdl contro i giudici di Milano. In contemporanea, a Palazzo Grazioli Berlusconi ha ricevuto il suo avvocato-deputato Ghedini, il ministro della Giustizia Alfano, e successivamente Gianni Letta per preparare l'atteso confronto, dal quale forse si attendeva un esito diverso.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Paolo Carletti