Coltivare noccioli l'idea del futuro

bTORTONA. /b Il territorio tortonese potrebbe scoprire nuove vocazioni per l'agricoltura con la coltura del nocciolo. Si tratta di un settore non praticato nella zona, ma che è recentemente oggetto di sensibilizzazione e sta suscitando interesse da parte di molti coltivatori tortonesi, sopratutto giovani.BR «In un momento di difficoltà per l'agricoltura occorre essere pronti ad innovare - commenta Maurizio Stringa, vicepresidente provinciale di Confagricoltura - Le potenzialità della nostra zona, con una conformazione collinare che si presta molto a queste eventualità, sono molto interessanti per impiantare colture di nocciolo e inoltre c'è un ottimo sbocco di mercato, poiché in Piemonte colossi come la Ferrero sono alla ricerca di sempre maggiore materia prima, con garanzia quindi di vendere ottimamente i raccolti».BR Su questo tema Confagricoltura sta svolgendo molta informazione e promozione: nei giorni scorsi fra l'altro ha promosso un convegno molto articolato, che ha visto la partecipazione di molti agricoltori tortonesi che hanno manifestato interesse per riconvertire parte del proprio terreno. L'Italia infatti con circa 100.000 tonnellate è il secondo produttore mondiale di nocciole dopo la Turchia.BR La superficie coltivata ammonta a circa 70.000 ettari concentrati soprattutto in Campania, Lazio, Piemonte e Sicilia.BR «Al valore della produzione lorda vendibile occorre anche aggiungere il fatturato dell'indotto collegato e dell'industria di trasformazione, la quale, come è noto, si posiziona ai vertici mondiali grazie anche al fatto di poter contare su una materia prima nazionale di ottime caratteristiche qualitative ed organolettiche», riferiscono gli esperti coinvolti dalla associazione di categoria. «La nostra Provincia per le sua caratteristiche pedoclimatiche è largamente vocata alla coltivazione del nocciolo, tanto che negli ultimi 5 anni il trend di crescita della coltura è stato di oltre il 10% in termini di superficie e di aziende».BR

Stefano Brocchetti