«Anche per noi è cambiato tutto»
b PAVIA./b Maria ha 43 anni e tre bambini piccoli che aspettano le sue carezze. Il papà ha raccontato loro la favola della Bella Addormentata, per rendere meno cupa la sua assenza. Ma lui sa che se anche sua moglie dovesse svegliarsi niente sarà più come prima.BR L'ha tradita un pacemaker il 19 ottobre dello scorso anno. La sua vita ha saltato bruscamente binario in un momento di tranquilla quotidianità. «Stava cambiando il più piccolo sul fasciatoio - racconta il marito Fabrizio, barman di San Donato e papà coraggioso -. Il pacemaker che le alimentava il cuore già da qualche anno si è inceppato. Abbiamo chiamato il 118 ma è stato un attimo». Il cuore si è fermato. L'ossigeno non è arrivato al cervello per troppo minuti. E Maria Spina adesso è in un letto dell'Unità Risvegli della Maugeri. L'ultima volta che i figli - di 3, 7 e 9 anni - l'hanno vista era una figura riflessa dal vetro, all'ospedale di Melegnano. Prima di quel maledetto 19 ottobre faceva l'infermiera di Rianimazione, aveva tanti progetti e tre creature da crescere. Un compito passato ora nelle mani del papà che ogni giorno prende un permesso dal lavoro e viene a trovarla: due volte, mezzogiorno e sera. «Bisogna seguirli questi pazienti, come i fiori - dice - per non avere mai il dubbio di non aver fatto abbastanza».BR Rosa Vigani, invece, dubbi non ne ha. «Io sono sicura che Giorgio ce la farà. Lo tirerò fuori, me lo sento». E lo dice con un tono che solo una madre riesce ad avere. Una madre che dal 15 maggio scorso - quando l'auto sulla quale il figlio di 23 anni viaggiava come passeggero si è infilata sotto un camion in autostrada, alle porte di Bergamo - si è trasferita a Pavia. E ogni giorno sta li, in reparto. In borsa ha una macchina fotografica. «Gli faccio uno scatto ogni giorno - dice -. So che può sembrare assurdo. Ma voglio ricordare ogni momento». C'è Giorgio il giorno del suo compleanno - celebrato il 22 gennaio in ospedale - con gli occhiali da sole e il suo profumo preferito accanto al letto. E Giorgio prima del coma, sorridente, stretto in un piumino rosso durante l'ultimo viaggio a Cortina. «Era con i ragazzi dell'oratorio, faceva il catechista - racconta la mamma -. Adesso manca tanto ai 'suoi" bambini ma anche agli anziani di cui si occupava come volontario». (m.g.p.)BR