I pm: contro Berlusconi prove evidenti
BR bMILANO. /bbIl dado è tratto. La procura di Milano ha inoltrato al Gip la richiesta di giudizio immediato per Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile «ritenendo sussistere l'evidenza della prova». E da ieri mattina le 782 pagine di atti sono rinchiuse in cassaforte, piantonate da quattro carabinieri, in attesa che il giudice Cristina Di Censo prenda la sua decisione.BR /b Una decisione prevista comunque non prima di lunedi. In caso di accoglimento pieno, per la fine di marzo o gli inizi di aprile potrebbe aprirsi il processo al presidente del Consiglio, con conseguente sfilata di tutte le 'papi girls" chiamate a deporre.BR L'ultimo atto dell'inchiesta Ruby si è consumato nella mattinata di ieri nei corridoi di una procura invasa da giornalisti e inviati dei principali network stranieri. A parlare, in una brevissima conferenza stampa, è stato il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati. Sua la firma sotto il comunicato stampa che spiega la decisione presa dopo «un'attenta ricognizione dei problemi di diritto, la scrupolosa analisi dei precedenti» nonchè l' «esame degli atti pervenuti dalla Camera dei deputati e di quelli depositati dalla difesa».BR Il pool di magistrati guidato da Bruti Liberati, e composto dall'aggiunto Ilda Boccassini, Andrea Sangermano e Piero Forno, respinge in blocco l'accusa arrivata dall'avvocato del premier, Niccolò Ghedini, che appena l'altro ieri ha accusato la procura di violare le norme costituzionali. «È un'opinione di Ghedini», ha detto Bruti Liberati. «Noi abbiamo inoltrato al Gip una memoria in cui esponiamo le ragioni per le quali restiamo convinti che la competenza non sia del tribunale dei ministri. Il fumus persecutionis citato negli atti del Parlamento non c'è e poiché la prima analisi spetta per legge al pm, noi riteniamo che il reato di concussione aggravata sia stato commesso dal premier abusando delle proprie qualità e non nell'esercizio di funzioni ministeriali», ha spiegato il procuratore.BR Per il pool, sembra voler aggiungere Liberati, parlano del resto le carte dell'inchiesta: un impianto tanto solido da poter persino permettersi il lusso di mandare al macero le intercettazioni che riguardano direttamente il premier (ascoltato intercettando altre utenze). «Poche conversazioni irrilevanti che non sono state trascritte e di cui sarà ordinata la distruzione», ha annunciato il procuratore. Alla Camera non è stata chiesta, ne' lo sarà, l'autorizzazione al loro utilizzo.BR Tutte le garanzie a difesa dell'imputato, insomma, per la procura «sono state assicurate» senza alcuna ombra. «Ho seguito passo a passo questa inchiesta assumendomi la responsabilità di ciascun atto. E io stesso, viste le implicazioni del caso, sono stato il primo a pormi tutte le possibili questioni pro e contro» ha detto il procuratore citando un passo del Saggio sulla libertà del filosofo Stuart Mill: «Chi conosce solo gli argomenti a proprio favore conosce poco».BR Quanto all'inchiesta madre (dove sono indagati per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, anche minorile, Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora) anche queste indagini sono vicine alla conclusione. Dell'inchiesta in corso a Napoli, invece, Milano non vuole sapere niente «ne' ora ne' mai», ha detto il procuratore in tono prentorio ripetendo per tre volte filate che tra le due procure «non c'è stata alcuna trasmissione di atti».BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
dall'inviato Natalia Andreani