Piccole imprese, 2mila licenziati in un anno
BR b PAVIA./b L'economia provinciale non accenna a riprendersi, anche se guardando solo al numero di ore di cassa integrazione ordinaria richiesta dalle aziende a gennaio verrebbe spontaneo tirare un sospiro di sollievo.BR Se infatti la cassa ordinaria si ferma a 100mila ore a gennaio 2011, 70mila in meno rispetto a dicembre 2010 e meno di un terzo rispetto al mese di novembre, non si ferma l'esplosione della cassa straordinaria e in deroga. E l'unico settore per ora immune (o quasi) dalle richieste di cassa è quello chimico farmaceutico dove, tuttavia, si registrano anche casi di instabilità: a fine 2011 si attendono le decisioni sulla localizzazione della produzione alla Merck di Pavia, mentre la Farcopa a novembre aveva chiesto la mobilità volontaria a 8 dipendenti. BR In difficoltà ancora il settore metalmeccanico, falcidiato da ormai più di due anni di crisi di ordinativi, l'artigianato e l'edilizia che sconta un mercato immobiliare ancora a livelli di gran lunga inferiori al 2007.BR «In due anni in provincia di Pavia sono stati licenziati quasi 4600 lavoratori, senza contare i fallimenti e i contratti non rinnovati», attacca Renato Losio, segretario generale della Camera del Lavoro. Nell'anno appena concluso sono stati 2378 i dipendenti licenziati, 167 in più rispetto all'anno precedente. «Il dato preoccupante - segnala Losio - è che crescono soprattutto i licenziamenti nelle imprese con meno di 15 dipendenti: sono stati 1943, corrispondono all'82 per cento del totale». Un tessuto che si disgrega sempre più velocemente: i licenziamenti in un anno sono cresciuti dell'11%, mentre nelle aziende più grandi si è licenziato molto meno.BR «Siamo in una fase ancora dura - spiega Carlo Gerla, segretario generale Cisl - anche se rallenta l'utilizzo degli ammortizzatori sociali». Se il ricorso alla cassa ordinaria è calato del 50% in un anno, la cassa straordinaria è passata da 650mila ore del 2009 a 3 milioni e 112mila nel 2010 e la cassa in deroga è più che raddoppiata, passando da 1 milione 630mila ore del 2009 a 2 milioni 453mila ore del 2010. «Inoltre - aggiunge Gerla -, un'azienda su quattro tra quelle che hanno diritto alla cassa integrazione ordinaria ha esaurito le 52 settimane a disposizione». E per quelle con meno di 15 dipendenti ora resta solo quella in deroga, che però, avvertono i sindacati, «E' stata finanziata solo fino al 31 marzo».BR Conclude Losio: «La cassa in deroga non basta a limitare l'emorragia delle piccole imprese e gli ammortizzatori tradizionali stanno giungendo al termine. Le aziende sono arrivate ormai al bivio in cui devono decidere che cosa fare: purtroppo non ci sono segnali di controtendenza». Anzi. Dal metalmeccanico la crisi si sta allargando ai settori più legati ai consumi, come commercio e servizi.BR
Anna Ghezzi