Montù, una medaglia d'onore per ricordare «Barba Pinu»
b MONTU'. /b La giornata della memoria è anche nomi, volti, storie di gente comune che ha vissuto quegli anni. Tra questi volti c'è anche quello di Pietro Crescimbini, alias Barba Pinu, partigiano combattente di Montù, deportato a Mauthausen nel 1944. Al Collegio Ghislieri di Pavia, il figlio Carlo Crescimbini ha ricevuto per lui la medaglia d'onore, davanti ad autorità e molti studenti. «E' stata una bella manifestazione e farne parte mi ha fatto molto piacere. La cosa che mi ha reso più felice è stato vedere tanti ragazzi che hanno partecipato con interesse a questo incontro». Per l'oltrepadano Crescimbini è stata l'occasione di ricordare chi era suo padre, Barba Pinu, scomparso nel 2003. E la sua storia di deportato nei lager nazisti. «Era un ribelle condannato a morte. In quella baracca 22 conobbe anche Simon Wiesenthal, che poi andò a trovare a Vienna, anni dopo la loro liberazione». Classe '17, agricoltore, il partigiano Pinu costitui con alcuni amici il primo gruppo della brigata Matteotti, fondata tra il 31 dicembre e l'1 gennaio 1943, a Montù. Col nome di battaglia «Sangue» partecipò a diverse azioni di guerriglia per poi venire catturato a Barostro nel 1944. Prima di approdare a Mauthausen, è trattenuto nelle carceri di Varzi, Piacenza e poi Parma e nel campo di Bolzano: fu uno dei pochi partigiani sopravvissuti ai lager e l'ultimo deportato politico del campo di sterminio di Mauthausen in Oltrepo. Carlo Crescimbini si recò a far visita al campo di Mauthausen, insieme al padre, per 12 anni di fila, vedendo i luoghi dove lui aveva atteso la morte, prima della liberazione avvenuta il 5 maggio. «Dalla morte di mio padre non sono più andato, ma sto pensando di tornarci. Rispetto alle celebrazioni della giornata della memoria avrei voluto vedere più partecipazione e più iniziative in Oltrepo. Sarebbe bello che in occasione del 5 maggio si potesse ricordare ancora la storia delle persone deportate a Mauthausen». (s. co.)BR