Senza Titolo

BR SALA DI QUALITA'BR Cinema, un'altra propostaBR per non spegnere PaviaBR BR Ho letto l'articolo «Non spegnamo Pavia. Cinema, due proposte» di giovedi 3 febbraio. Ne aggiungo una terza: rilevare dall'attuale proprietario, se non più interessato alla gestione, il Politeama e utilizzarlo come sala per film di qualità. Tutto l'anno, non solo per gli sporadici cicli che riempiono il cinema Corallo, a dimostrazione che un pubblico interessato al buon cinema a Pavia esiste.BR La crisi delle sale pavesi dipende forse anche dalla modesta qualità della proposta. Per vedere il solito cine-panettone o l'ennesima commedia sugli esami di maturità, francamente non esco di casa per andare al cinema. Ma vado fino a Milano, in via Torino, un paio di volte al mese per vedere i film belli e stimolanti che programmano al Centrale e all'Eliseo.BR Se vogliamo mantenere almeno una sala in centro a Pavia, credo si debba puntare sulla qualità. Sto pensando ad esempio al circuito Europa Cinemas (http://www.europa-cinemas.org/) ed in particolare a Media che, con il supporto dell'Unione Europea, consocia 1.916 schermi in 770 cinema di 442 città europee sparse in 31 nazioni. E che promuove il cinema di qualità, a cominciare da quello europeo.BR Comprare un cinema costa? Certo. Ma perchè non pensare ad una coop di soci, istituzionali e singoli cittadini, che acquistino quote del Politeama? Credo che gli interessati ci siano.BR E la sala potrebbe essere utilizzata durante il giorno come aula per Unitre e per proiezioni dedicate alle scuole. Nel tardo pomeriggio per cineforum e la sera per la programmazione settimanale di film di qualità.BR Pavia ha un pubblico motivato, molti studenti universitari attenti e ricettivi, la competenza di persone che professionalmente si dedicano al cinema e alla critica cinematografica. Possibile che si debba disperdere tutto questo e obbligare un'intera città alla transumanza in un muLtisala che proporrà, su tanti schermi, il solito cine-panettone e l'ennesima commedia sugli esami di maturità?BR bGianluca Introzzi /bvia e-mail BR BR NUOVA TASSABR La tassa di soggiornoBR è già incostituzionaleBR BR La proposta governativa di istituire la «tassa di soggiorno» era già in vigore negli anni Cinquanta ed è stata dichiarata incostituzionale in violazione all'art. 16 - 1º comma della Costituzione che recita: «Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale» ed è evidente che una simile tassa è una limitazione alla libertà di soggiorno.BR Ritengo che sia opportuno evitare una simile imposizione fiscale che crea solo contenzioso e vane aspettative per i Comuni.BR bCesare Piccinini /bGropello BR BR OLTREPOBR Elicotteri sui vignetiBR solo con anticrittogamiciBR BR Leggo sulla Provincia pavese del 3 febbraio, a pag. 22: «Processo per diserbanti dal cielo... due piloti imputati». Non si possono distribuire diserbanti con mezzi aerei in Italia, la legge lo vieta espressamente.BR Ciò che si distribuisce con elicottero nell'Oltrepo Pavese sono anticrittogamici, cioè prodotti fungicidi che contrastano le crittogame, funghi vegetali dannosi alla coltura da difendere.I prodotti autorizzati all'uso addittivati con anti-deriva che fa si che le miscele irrorati dall'elicottero ne impediscano la deriva su altre colture, case o strade vicine all'obbiettivo da colpire.BR Purtroppo, nella pratica, a volte un alito di vento improvviso, una manovra dell'elicottero particolare fa si che la miscela vada da altre parti.BR Questo succede perchè si lavora in aree densamente popolate. L'alternativa all'elicottero per molti agricoltori è cessare l'attività per mancanza di manodopera.BR Come sempre bisogna trovare un compromesso tra chi coltiva la vigna e chi casualmente si trova a vivere in aree viticole con pendenze come il nostro Oltrepo. L'elicottero in Oltrepo c'è da circa 40 anni, negli anni Settanta 8-9 eliconsorzi coprivano una superficie di circa 7.000 ettari; oggi sono molto meno, chi nel frattempo è andato ad abitare in mezzo ai vigneti, per godere del verde e della campagna sapeva o doveva sapere che li operavano gli elicotteri, doveva accettare il fatto, anche perchè è l'uomo che ha invaso un territorio agricolo con le sue regole e le sue esigenze di soppravvivenza.BR bLuciano Benedini /bvia e-mail BR BR PAVIABR Ex Mondino occupatoBR anche perchè mancano spaziBR BR L'occupazione dell'ex Mondino, giusta o sbagliata che la si giudichi, pone ancora una volta una questione. A Pavia c'è bisogno di spazi dove i giovani possano trovarsi e aggregarsi per costruire qualcosa di serio, o anche solo per divertirsi, senza spendere cifre astronomiche.BR Vogliamo provare ad ascoltare questa domanda e incoraggiare le iniziative che legalmente vengono dal basso?BR Difficile che la risposta venga dalla giunta Cattaneo, che ragiona in un'ottica da gestore di locali e da p.r., nella filosofia della «consumazione obbligatoria».BR Un po' come per le baracche di viale Matteotti: il cittadino esiste in quanto spende e solo questo ravviverebbe la città. Ma i giovani devono essere obbligati a tirare fuori dalle tasche venti euro per volta per stare insieme?BR bMassimo Depaoli /bconsigliere comunale Pd Pavia BR BR MAFIEBR Far crescere la dignitàBR è la migliore prevenzioneBR BR Uscendo l'altra sera da un interessante convegno sulle mafie e la legalità, il mio pensiero trovava conforto scorrendo le diverse presenze associative che in vario modo fanno i conti con la criminalità, soprattutto occupandosi dell'altra faccia della complessa questione: il recupero umano e sociale di chi ha scontato anni di carcere. Quel mondo veramente «alternativo» è da ammirare per il solo fatto che re-esiste, un orgoglio per la nostra Provincia.BR Ma il caso vuole, proprio in quel variegato ambiente è successo che un ex detenuto approfittasse del suo nuovo ruolo per riprendere legami per la detenzione di stupefacenti, inquinando l'immagine della cooperativa che da tanti anni opera positivamente nel settore, nonostante le difficoltà dovute a scarse economie e politiche del settore.BR Probabilmente l'ex detenuto era convinto di essere protetto da ciò che lo stesso Claudio Fava presente alla serata - ma anche Saviano, Don Ciotti - denunciano come una delle più gravi questioni riguardanti la «fertilità mafiosa», dilagante nei comportamenti umani e sociali, di tutte le categorie: l'impunità. Una sorta di modus vivendi che legittima l'uomo ad agire senza senso civico, del limite, della legalità.BR Ha quindi ben ragione don Tassone - nella lettera del 2 febbraio - a sostenere con forza che il problema di fondo rimane la prevenzione e l'informazione della realtà e delle cause del delinquere, ma anche della legalità, dignità, rieducazione dell'intero sistema carcerario penale italiano.BR Come hanno ben ragione i Fava, Don Gallo, il Gruppo Abele nel sostenere che la lotta alla criminalità organizzata della lupara e dei colletti bianchi parte anche dai progetti coraggiosi - come la «cooperativa il Convoglio» - che mettono al centro del loro «che fare» la dignità solidale, l'arma più forte contro l'arroganza della cultura mafiosa.BR Servono meno autostrade, meno centri commerciali e più cooperative sociali che si occupano di rieducazione ed integrazione.BR bMassimo Cavalieri /bvia e-mail BR BR MUSICABR La crisi di bilancioBR all'istituto VittadiniBR BR Riferendomi all'articolo «Vittadini, l'ex-civica vuole vivere», pubblicato domenica, vorrei correggere la frase finale: «Dovrebbe essere cosi... ma bisogna fare i conti con i costi, che per il pareggiato sono alti».BR Questa affermazione non corrisponde a quanto dicevo. Il problema non è costituito dai costi del Vittadini «pareggiato», argomento al quale sono piuttosto disinteressato, ma la questione riguarda invece la sezione di musica jazz e dei Nuovi linguaggi, come attualmente vengono definiti. Questi corsi non sono rappresentati all'interno del pareggiato, quindi necessitano di una loro indipendenza, dal momento che hanno differenti esigenze e percorsi didattici.BR Non solo: dicevo anche alla gentile giornalista (che pure ha sintetizzato bene la lunga chiacchierata) che negli ultimi anni questi corsi sono stati abbandonati a sé stessi e quindi penalizzati, mentre per contro durante i vent'anni ed oltre di vita nell'istituto hanno saputo produrre talenti, concerti e 'finanze".BR Intendevo pertanto esprimere questo disagio, aggiungerei pure delusione, dovuto anche al fatto che nessuno di noi, cosi com'è impostato l'istituto, ha neppure diritto di voto nell'elezione del direttore, nè in quello degli organi direttivi, salvo poi doverne accettare le decisioni. Questo non mi sembra rispettoso della dignità professionale di chi opera nell'ex civica.BR bUmberto Petrin /bdocente di pianoforte jazz all'istituto Vittadini, Pavia