«Assange negli Usa rischia la pena capitale»

bROMA. /b«Julian Assange non può essere estradato, perché in Svezia i processi per stupro si tengono a porte chiuse e non potrebbe essere giusto». Accompagnata da queste parole dell'avvocato Geoffrey Robertson, è iniziata alle 10 di ieri, davanti alla Corte di giustizia di Belmarsh, a Londra, che dovrà decidere sulla richiesta di estradizione della Svezia, la battaglia più difficile di Julian Assange. Perderla potrebbe forse costargli la vita: «Se fosse trasferito negli Stati Uniti senza assicurazioni che non è soggetto alla pena di morte, c'è un rischio reale che possa essere applicata la pena capitale prevista per lo spionaggio» ha sottolineato il legale, che ha denunciato il «gioco sporco» della procura di Stoccolma («ci hanno dato le prove all'ultimo momento») e dipinto il pm svedese Marianne Nye cosi «concentrata sulle violenze alle donne da aver perso la misura».BR Il più alto tribunale inglese è chiamato a decidere il destino dell'uomo che ha fatto tremare le diplomazie mondiali con la diffusione di migliaia di cablogrammi riservati, accusato di violenza sessuale nei confronti di due donne: accuse che, secondo la difesa, sono solo frutto d una campagna di denigrazione. L'udienza, che si concluderà oggi, è stata preceduta da interviste in cui il l'hacker, oltre ad annunciare appello in caso di decisione negativa, ha rivelato che Wikileaks si prepara a rilasciare nuovi documenti scottanti sull'Italia e ha usato parole pesanti nei confronti del presidente del Consiglio e dell'Eni. «Il problema di Berlusconi è non tanto il suo potere politico ed economico, ma come l'ha usato per i propri interessi». Tra i nuovi cablogrammi, ha detto, molti parlano di corruzione, in particolare delle grandi compagnie: «Soprattutto sull'Eni, che è il grimaldello che l'Italia usa per entrare nei vari Paesi, come per esempio in Kyrgyzstan. L'Eni» ha detto, «è la vera grande azienda corrotta italiana». Parole durissime che potrebbero provocare la reazione della società: già nel dicembre scorso un report su un presunto caso di corruzione in Uganda fu seguito da una secca smentita e annunci di querela.BR La linea della difesa si fonda su aspetti tecnici: i magistrati svedesi non avrebbero avuto il diritto di chiedell'estradizione perché il fondatore del sito anti-segreti non è stato incriminato per alcun reato. Assange, quindi, avrebbe potuto essere interrogato dai magistrati inglesi o ascoltato in video-conferenza. Oltre al rischio di un processo mediatico, gli avvocati hanno sottolineato che le presunte vittime erano consenzienti al momento dell'inizio del rapporto e che il reato di violenza carnale non aggravata non esiste in ambito penale in Europa.BR A sostenere la battaglia per la trasparenza di Wikileaks, anche i «pirati» informatici di Anonymous, che domenica hanno attaccato il sito del Governo italiano, mandandolo in tilt e che ora annunciano nuove azioni, questa volta a sorpresa: «È solo l'inizio dell'Operazione Italia» promettono, «perché la situazione politica ed economica nel Paese è insostenibile». A Mosca, intanto, è stato espulso Luke Harding, il corrispondente del quotidiano inglese The Guardian che ha lavorato sul Cablegate: è la prima volta dalla fine della guerra fredda. (m.r.t.)P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P