Scontri di Arcore, subito liberi gli arrestati
BR b ROMA. /bGiorgio Napolitano condanna i «gravi scontri» ad Arcore, a pochi passi dalla residenza di Silvio Berlusconi. Gli incidenti sono stati provocati da estremisti e non dai «promotori della manifestazione che sono rimasti estranei a ogni deviazione del percorso e a ogni violenza», scrive il capo dello Stato in un massaggio al ministro dell'Interno, Roberto Maroni. E proprio per questo, Napolitano «ha convenuto che l'esercizio del diritto costituzionale a manifestare pacificamente non degeneri, specie in un momento di tensione politica e istituzionale come quello attuale, in inammissibili scontri provocati da gruppi di estremisti».BR A ventiquattr'ore dagli incidenti resta alta la polemica politica. Roberto Maroni in mattinata ha chiesto una condanna esemplare per i responsabili delle aggressione ai poliziotti. Poche ore dopo, durante il processo per direttissima, i due ragazzi arrestati domenica sera per resistenza a pubblico ufficiale, Giacomo Sicurello e Simone Cavalcanti, sono stati però scarcerati. Il giudice di Monza non ha accolto le richieste del pm che aveva chiesto la custodia in carcere rinviando l'esame della loro posizione al processo che si terrà il prossimo 7 marzo. La difesa assicura che i filmati li scagioneranno.BR Anche su questa decisione si registra la reazione della maggioranza. «Eh, certo, era un atto nobile», ironizza il coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, commentando la scarcerazione dei fermati. «Dio non voglia che possa passare un messaggio distorto del tipo: contro il premier tutto è possibile», aggiunge il Pdl Luigi Vitali.BR Le manifestazioni davanti a casa di Berlusconi «non sono certo la risposta giusta da dare al governo e a Berlusconi», premette Pier Ferdinando Casini. «Meglio lasciar perdere i violenti che è meglio che stiano nelle patrie galere e non agli eventi poltici», aggiunge. Per il leader centrista sarebbe opportuno protestare con altre modalità e in altri luoghi perché l'opposizione deve dare un'altra idea dell'Italia e non fare l'altra faccia del degrado che stiamo vivendo. «Con tutto il rispetto non siamo né in Tunisia né in Egitto e non vogliamo finirci», avverte.BR «Dobbiamo riempire piazze e strade non lasciando il minimo spazio alla violenza, ma non possiamo accettare l'ipocrisia di Berlusconi che fa di tutta l'erba un fascio e approfitta dei gesti di pochi sconsiderati per calunniare manifestazioni che chiedono e chiederanno le sue dimissioni», dice Antonio Di Pietro. «La violenza mai», aggiunge il vicesegretario del Pd. Per Enrico Letta, Napolitano ha fatto bene a intervenire perché «in un momento cosi duro di scontro politico bisogna sempre distinguere: la nostra opposizione a Berlusconi e al suo governo è dura e inflessibile, ma la violenza mai».BR Condanna della violenza «senza se e senza ma» e apprezzamento per le parole di Napolitano esprimono i promotori delle manifestazione di sabato al Palasharp e di domenica ad Arcore. Popolo Viola, Libertà Giustizia e Cinque stelle confermano però la volontà di voler continuare a manifestare pacificamente per dire «al premier e al governo di andare a casa». «Oggi sui giornali gli scontri hanno oscurato il vero spirito di una manifestazione che era pacifica e ironica», spiega Paola, portavoce del Popolo Viola. «Vogliamo poter continuare a manifestare e a dire al governo di andare a casa», aggiunge Sandra Bonsanti invitando tutti ad adoperarsi per non provocare motivi di scontro.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Maria Berlinguer