Olevano, altro stop alla centrale
bOLEVANO. /bAlla centrale di Olevano saranno possibili solo lavori di messa in sicurezza, con astensione da ogni attività di completamento: dopo il Tar, anche il Consiglio di Stato ha accolto le richieste della fondazione «Coghi» che ha fatto ricorso contro Maire Technimont. E' stata recepita solo in parte l'istanza cautelare presenta dalla società di costruzione di sospendere l'efficacia della sentenza del Tar del 28 ottobre scorso. Sentenza che aveva dato ragione alla fondazione e annullato le autorizzazioni rilasciate dalla Provincia per l'esproprio dei terreni e la realizzazione della centrale a biomasse di Olevano. Il Consiglio di Stato ha fissato al 10 maggio la sentenza definitiva sul ricorso della società contro la sentenza del Tar che, di fatto, ha privato 'Maire Tecnimont" e 'Biomasse Olevano srl" delle autorizzazioni per continuare i lavori e per realizzare le infrastrutture viarie. Sempre il 10 maggio il Consiglio di Stato si pronuncerà anche sul ricorso presentato da Fondazione Coghi rispetto al non accoglimento da parte del Tar di profili di illegittimità riferiti all'autorizzazione integrata ambientale della Regione e al decreto di esclusione dalla Via, la valutazione di impatto ambientale, di competenza regionale, per la realizzazione della centrale a biomasse di Olevano. «L'ordinanza del Consiglio di Stato è molto importante - spiega la presidente di Fondazione Coghi, Mariangela Zenoni Collivignarelli - se si considera la mossa di Maire Tecnimont che, poco prima di Natale, ha presentato un'istanza cautelare senza contraddittorio per cercare di annullare la sentenza del Tar. La partita finale si giocherà il 10 maggio e sono convinta che, anche in quella sede, le nostre ragioni saranno riconosciute». (s.m.)BR