«Forse era giusto annullare la festa di Sant'Agata»

b MARCIGNAGO./b Il paese è spaccato in due. Qualcuno sostiene che il lutto cittadino era sacrosanto, altri invece che la festa si dovesse svolgere lo stesso. «Difficile dare un parere su una vicenda cosi delicata - dice una mamma mentre si allontana da una bancarella - . Certo se fosse accaduto a me non sarei qui adesso... Forse era giusto annullare la festa». Per qualcuno invece la festa di Sant'Agata è una tradizione che non poteva essere soppressa nemmeno per un giorno: «Sono celebrazioni che si svolgono da moltissimi anni, ed è una festa religiosa - dice un'anziana uscendo dalla messa del pomeriggio - . Secondo me il lutto cittadino era eccessivo». Anche Andrea è d'accordo: «Senza nulla togliere al dolore della famiglia, per i marcignaghini la festa di Sant'Agata è davvero importante - dice in dialetto - . Come potevamo dire ai nostri figli che non ci sarebbero state le bancarelle?». Molti abitanti però non sono cosi convinti che la decisione presa dall'amministrazione sia stata buona: «Oggi c'era il funerale di un bambino di 53 giorni - dice Luca fuori dal bar di piazza Giovanni Paolo II - . Se non è una tragedia questa... Mi chiedo cos'avrebbero fatto se una cosa del genere fosse successa a uno dei loro figli». Anche chi non è d'accordo con la sospensione totale della festa storce il naso quando viene a sapere che il carro funebre ha sfilato tra le bancarelle: «Questo si poteva evitare», dice un papà a passeggio con la famiglia. Tra i commercianti pochi hanno voglia di parlare. Solo un venditore di castagne di Sant'Angelo Lodigiano dice qualcosa: «Vengo qui da 50 anni, la mia bancarella è sempre stata qui - sostiene - . Per farmi spostare ci voleva un'ordinanza del sindaco". Sono le sei di sera, le bancarelle stanno smontando. Ma come è stato vedersi passare davanti un corteo funebre? Risponde un venditore di dolciumi: «Sono qui per lavorare. Il resto non mi interessa». (g.con)BR