Gallino: «Il manager vuole mano libera»
b ROMA. /b«Una mossa di cui non si capisce la ratio». La Fiat con testa americana immaginata da Marchionne, per il sociologo del lavoro Luciano Gallino «sarebbe una novità assoluta: resta da capirne l'utilità».BR bLa Fiat ragiona da multinazionale.BR /b«L'annuncio di portare la testa della Fiat fuori dal Paese dove è nata, seppure smentita, sarebbe davvero una novità. E' il primo caso in cui un grande produttore nazionale dopo una storia di oltre un secolo decide di trasferire all'estero il centro decisionale. Quale funzione può avere non se ne capisce il motivo».BR «Sulla riuscita delle fusioni andrei cauto. Nel 1998 il Gruppo fu acquisito dalla Daimler-Benz e anche allora quell'evento fu definito come una sorta di fatto epocale. Poi quella fusione durò solo nove anni, in pratica falli e Chrysler passò in primo luogo sotto il controllo di un gruppo finanziario e della Fiat».BR bDopo le newco di Pomigliano e Mirafiori, Marchionne vuole mano libera?BR /b«Credo che questo aspetto sia certamente uno degli elementi della recente vicenda della Fiat. Di fronte a qualsiasi promessa di Marchionne non c'è infatti una controparte istituzionale che dica: fermiamoci a discutere. Cosi è stato a Pomigliano e a Mirafiori».BR bCon accordi validati però dai referendum.BR /b«Non li chiamerei accordi ma un prendere o lasciare. Accettare le proposte o chiudere. E, comunque, si tratta di impegni preventivi, non c'è nulla di concreto. Il problema della Fiat è proprio questo: il suo futuro è circondato di nebbie». (v.l.)P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P