Irregolari tre aziende su quattro

BR b PAVIA./bb Tre aziende su quattro in provincia nel 2010 sono irregolari su contratti, sicurezza o lavoratori in nero. Un fenomeno in crescita: nel 2009 erano poco più del 40%. E sono 59 le ditte sospese perché impiegavano più di un lavoratore su cinque completamente in nero.BR /b «Anche se il numero di aziende ispezionate è diminuito di cento unità rispetto al 2009 - ha spiegato il direttore Alberto Gardina -, i lavoratori in nero scovati dagli ispettori sono cresciuti del 20 per cento, passando da 252 a 300. E le aziende irregolari da 411 a 616». I settori più a rischio? «Edilizia e terziario, in particolare gli esercizi pubblici», afferma Maria Luisa Micoli, coordinatore dei venti ispettori in servizio in provincia. Quasi un'impresa su due nel settore delle costruzioni (213 su 476 ispezionate) è stata sanzionata: 331 i lavoratori non in regola, 33 in nero, ovvero completamente senza contratto. In questi casi l'azienda deve pagare una maxi sanzione da 1500 euro cui si aggiunge una maggiorazione per ogni giornata di impiego del lavoratore. «La crisi produrrà ancora più irregolarità - prevede Gianluigi Sgorba, segretario Fillea Cgil -. Le aziende non ce la fanno, i lavoratori non percepiscono lo stipendio e sempre più spesso lavorano in nero o aprono una partita Iva».BR Sono state 1700 le multe staccate dagli ispettori, quasi 400 per infrazioni su salute e sicurezza. In tutto entrate per oltre 3 milioni di euro, un terzo dei quali grazie all'attività ispettiva di cui, la metà, nel settore edile. Recuperati anche 1 milione e 389mila euro di contributi non pagati. Ma se l'edilizia è ancora un settore critico, rispetto al 2009 rientra invece l'allarme su agricoltura e stranieri privi di permesso di soggiorno: «Grazie all'ingresso dei Paesi dell'Est nell'Unione europea, alla sanatoria colf e badanti e i decreti flussi, il lavoro clandestino non desta più preoccupazione: sono 138 gli stranieri assunti in maniera non idonea, ma solo 17 senza permesso di soggiorno», afferma Micoli.BR Per contrastare l'irregolarità la direzione provinciale del lavoro ha approfondito la collaborazione con carabinieri, guardia di finanza, polizia, e soprattutto la polizia locale di Pavia, Vigevano e San Martino. «Stiamo anche collaborando con gli organi investigativi sulla presenza di criminalità organizzata di stampio mafioso», prosegue Gardina.BR «Siamo disposti ad accogliere le segnalazioni delle imprese su attività che riguardano i loro concorrenti, occorre un sussulto delle tante aziende sane della provincia - è l'appello del direttore Gardina -. Vorremmo che, sostenuti dalle organizzazioni di categoria, segnalino ciò di cui sono testimoni perchè ben sappiamo che nei settori di edilizia, movimento etrra, facchinaggio ci sono imprese degne di attenzione: il lavoro nero e la presenza di cooperative spurie che operano direttamente sotto l'influenza della malavita organizzata sono fenomeni conosciuti in provincia, che hanno conseguenze sui lavoratori». Sostegno alla posizione della direzione provinciale del lavoro da parte dell'osservatorio antimafie: «Da noi l'infiltrazione mafiosa si attacca al lavoro e all'impresa - spiuega Anna Dichiarante -, da qui bisogna partire per una presa di coscienza: gli imprenditori sani hanno interesse a combattere la concorrenza sleale e chi è stato preso di mira dalla criminalità organizzata deve denunciare».BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Anna Ghezzi