L'asse Merkel-Sarkozy agita il Consiglio Ue

bBRUXELLES. /bbAlla vigilia del Consiglio Ue è ancora una volta l'asse Merkel-Sarkozy a dominare la scena, nel tentativo di dettare la linea ai partner europei e di costituire una sorta di vero e proprio governo economico dell'Eurozona. Il ministro delle finanze tedesco, Schauble, lo ha detto chiaramente: si dovrebbe ricorrere alla «cooperazione rafforzata». I governi della moneta unica, cioè, dovrebbero poter andare avanti anche da soli attraverso la costituzione di «strumenti intergovernativi», come sarà il futuro Fondo permanente di salvataggio dei Paesi euro.BR /b Bruxelles non ci sta, e accusa Berlino di voler abbandonare il metodo comunitario: «Non vogliano 27 Germanie». E' sull'onda di queste tensioni che oggi i leader della Ue si incontreranno e tenteranno di fare progressi sul pacchetto complessivo di misure da mettere in campo per sconfiggere la crisi dei debiti sovrani. Ma la cancelliera tedesca, appoggiata dal presidente francese, prova ancora una volta a forzare la situazione: in cambio del si tedesco al rafforzamento del Fondo salva-stati, Merkel ha annunciato la proposta di un Patto per aumentare la competitività e la stabilità delle finanze pubbliche dei Paesi dell'Eurozona. Un piano d'azione in sei punti che i governi dovrebbero impegnarsi ad attuare entro un anno, pena pesanti sanzioni: dai limiti per il deficit da introdurre in Costituzione, all'innalzamento dell'età pensionabile, dall'abolizione delle indicizzazioni salariali alla creazione di regimi nazionali per la risoluzione delle crisi bancarie. Sull'economia europea si allunga anche l'ombra del caos nordafricano. I tassi d'interesse all'1% restano «adeguati» ha detto ieri Trichet, perchè l'inflazione nel medio termine dovrebbe attenuarsi. Ma la crisi egiziana rappresenta una variabile di cui tenere conto, e la Bce vi presta «estrema attenzione».BR