A Vigevano il 150º inizia da Garibaldi
bVIGEVANO./bb Un Giuseppe Garibaldi giovane, amante delle 'Ultime lettere di Jacopo Ortis" di Ugo Foscolo, delle navi e del suo mare, quel Mediterraneo che lo ha fatto approdare prima a Odessa e che ha lasciato per lanciarsi attraverso l'oceano in America latina.BR /b Un Garibaldi aperto, che si è lasciato contaminare dagli ideali nati e coltivati nell'Europa dell'Est. Annita Garibaldi Jallet, discendente diretta di Giuseppe Garibaldi, è stata ospite del seminario di studi, organizzato dall'Università del tempo libero e della terza età, in Cavallerizza, e intitolato «Italia: 150 anni di unità».BR Un convegno monotematico dedicato tutto al «compleanno» festeggiato su tutto il territorio nazionale, che ha visto, in qualità di relatore, anche la discendente di Giuseppe Garibaldi, nipote di Ricciotti Garibaldi, ultimo figlio di Giuseppe. Ha parlato nel pomeriggio, relatrice di un convegno che ha avuto numerosi e importanti ospiti, tra cui anche Giuseppe Orlando, nipote di Vittorio Emanuele Orlando. Una panoramica completa sul Risorgimento e su quell'epoca fondamentale che vide nascere l'Italia, culminata con la testimonianza di Annita Garibaldi Jallet, che ha parlato di un Garibaldi giovanissimo. Figlio di un capitano marittimo, a 15 anni si imbarca con dei capitani sanremesi «e il suo primo viaggio lo fa proprio a Odessa - racconta Annita Garibaldi Jallet -. Un porto moderno, nato all'inizio del 1800. A Odessa ci sono molti ex ufficiali di Napoleone, e poi incontra gli esponenti del nuovo corso della Grecia. Lui, che amava cosi tanto l'Italia e aveva già tra le dita il sogno di una nazione unita, non più divisa in Stati, e che sognava la libertà dei popoli, arriva però a una prima, fondamentale conclusione: la libertà va cercata riunendo i popoli, coinvolgendoli e a partire dai popoli».BR
Ilaria Cavalletto