Elezioni anticipate, si di Casini a D'Alema
BR bROMA. /b Un'«alleanza costituente», aperta a tutte le forze dell'opposizione, per andare «oltre il berlusconismo» e portare il paese fuori dalla crisi. Massimo D'Alema rompe il tabù del voto anticipato e lancia il guanto di sfida. «Se Berlusconi non si dimette, l'unico modo di evitare il caos politico-istituzionale è andare alle elezioni anticipate. Chiedendo agli elettori di promuovere un governo di responsabilità nazionale. Lancio un appello alle forze politiche di questo potenziale schieramento: uniamoci, tutti insieme, per superare il berlusconismo» dice D'Alema in una lunga intervista a Repubblica. E in serata, anche Bersani rompe gli indugi. «La situazione è arrivata al limite. O Berlusconi si dimette o si va al voto» affonda il segretario del Pd, che a proposito della richiesta di dimissioni di Fini, invita il Pdl «a guardare la trave negli occhi del Cavaliere prima di cercare la pagliuzza negli occhi degli altri».BR L'idea di D'Alema, che vuole dare «uno sbocco politico» a quel 60% di italiani che vorrebbero mandare a casa Berlusconi, piace a Casini che vede un premier «barricato a palazzo Chigi» e che in questi giorni ha fatto sapere di preferire qualunque soluzione, elezioni comprese, al «pantano» in cui è intrappolato il governo. «La proposta di D'Alema è molto seria e non si può liquidare con una battuta», spiega il leader centrista, che non chiude all'ipotesi di un'alleanza di tutte le opposizioni ma deve fare i conti con le resistenze di Futuro e Libertà. Spiegare agli elettori finiani che in questo monento è necessario andare al voto con Bersani non è facile e Adolfo Urso pianta robusti paletti: «Non serve una santa alleanza contro Berlusconi ma un'alternativa credibile». A spiegare che il Nuovo Polo per l'Italia intende muoversi nel perimetro del centrodestra, almeno in questa fase, è anche Italo Bocchino per il quale l'intervista di D'Alema indica «un orizzonte ipotizzabile soltanto di fronte a un'emergenza» e la soluzione migliore in questo momento resta «il passo indietro di Berlusconi».BR Il nuovo polo rischia di dividersi e in serata Casini corregge il tiro: «La riflessione di D'Alema dovrebbe essere presa in considerazione solo in condizioni di emergenza. E io mi auguro che non ci siano condizioni di emergenza». Riserve e distinguo arrivano anche da Di Pietro, che boccia l'idea di un'allenza costituente («Sarebbe come un accoppiamento contro natura») ma apprezza l'accelerazione del Pd sulle elezioni anticipate: «Mi fa piacere che, buon ultimo, anche D'Alema si renda conto che occorre andare a votare...».BR Il fronte delle elezioni anticipate si allarga, a frenare è il Pdl. Bisogna evitare il voto, dice Ignazio La Russa «per il bene del Paese». Fabrizio Cicchitto bolla invece il governo di responsabilità nazionale una sorta di «Armata Brancaleone» e spaventa gli elettori moderati che sono pronti a dare il voto a Fini e Casini: «Dato e non concesso che si andasse alle elezioni, siamo proprio curiosi di vedere cosa farà l'elettorato di centro e di destra che sta nel Terzo polo».BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Gabriele Rizzardi