«Deluso dalla deriva della tv»

bMILANO. /b «Non c'è più rispetto per la vita, e neppure per la morte. Magari Mike, conoscendolo, se la ride, ormai è al di sopra di tutto. Ma per la famiglia è uno choc». Sabina Ciuffini aveva 17 anni quando Bongiorno la chiamò in televisione come «valletta parlante» e la volle accanto a sè per cinque edizioni di «Rischiatutto», dal 1970 al 1974: un'esperienza che le cambiò la vita con un uomo che, dice, «era un genio della comunicazione e che ed è nel mio cuore» e che oggi è costretto a subire un gesto «sconcio».BR bMike è morto nel settembre del 2008. Che ricordo conserva di lui?/bBR «È stato un uomo le cui vere doti rimaste sconosciute: gli è stato tributato solo alla morte il rispetto che gli sarebbe stato dovuto in vita, anche se lui se ne infischiava. Aveva un grande senso umorismo».BR bPerché dice non gli è stato riconosciuto il suo valore in vita?/bBR «Perché lui è stato testimone della storia d'Italia, ha visto da vicino moltissime cose e le domande che gli facevano i giornalisti erano sempre quelle, la signora Longari e via dicendo. Avrebbero dovuto chiedergli com'era cambiato il Paese attraverso i media negli ultimi 40 anni e avrebbe raccontato cose più interessanti: invece si è preferito vederlo in un ruolo sterotipato, poi quando è morto tutti si sono rivelati suoi ammiratori».BR bSiete sempre rimasti in contatto?/bBR «Si. Ci siamo sentiti in maniera sistematica, anche se ognuno aveva sua vita. Negli ultimi anni era molto deluso della piega che avevano preso le cose: lui che aveva fondato la tv commerciale in nome dello sviluppo economico era deluso della deriva diseducativa della tv. Nell'ultimo periodo aveva fatto trasmissioni per i bambini, sentiva la responsabilità di gestire un mezzo potente».BR bUna responsabilità che oggi non si avverte più?/bBR «Esatto. Noi abbiamo cominciato la tv quando si doveva fare l'Italia, unificare la lingua. Poi si sono persi i limiti: lui diceva che per ottenere i risultati commerciali non sarebbe stato necessario esagerare a tal punto, passare ogni limite di estetica e decenza, pensava che la tv fosse diventata volgare. E lo dico da moralista, io sono una ragazza del '68».BR bSi sentiva tradito?/bBR «Sicuramente, tant'è che a un certo punto andò in trasmissione con la sua aria sommessa dicendo che neppure più gli rispondevano al telefono, parlando della dirigenza».BR bC'è un episodio che glielo fa sentire particolarmente vicino?/bBR «Gli episodi sono mille. Lui era come si vedeva: simpatico, intelligente, autentico. Io ero molto giovane, allora si era maggiorenni a 21 anni, e non mi sono mai sentita in imbarazzo accanto a un uomo maturo, eppure avevo la minigonna, non il saio. Lui mi ha sempre protetta e ho imparato molto da lui: questo significa che se si vuole ci si può anche comportare bene». (m.r.t.)P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P