Pioggia di no, federalismo a rischio

BR b ROMA. /bNo dall'Anci, dal Pd e dal Terzo polo. Traballa pericolosamente il federalismo fiscale, ciambella di salvataggio lanciata da Bossi a Berlusconi, che rischia di non essere approvato martedi in commissione bicamerale. Il Pd voterà contro e con i centristi ha chiesto una proroga dei tempi della legge 42 per consentire un esame più approfondito. In caso contrario, anche Udc, finiani e Api voteranno no alla bozza Calderoli. La Lega avverte che «se salta il federalismo si va a votare» con Bossi che ribadisce con linguaggio guerresco: «O federalismo o morte». Ma il Carroccio tratta e ieri sera Berlusconi è stato costretto a un nuovo vertice con Tremonti e Calderoli. Sarà oggi il Consiglio dei ministri a decidere se accogliere la richiesta di proroga per l'approvazione di tutti i decreti sul federalismo fiscale al 21 maggio. «Daremo qualche giorno in più», ha detto ieri sera Bossi. Ma rispetto alla proroga di 6 mesi «quella no», ha ribadito.BR La bocciatura più netta arriva dall'Associazione dei comuni italiani. Per il suo presidente, Sergio Chiamparino, il testo del decreto sul fisco municipale «contiene molte incertezze su numerosi punti fondamentali per la vita dei Comuni italiani. Cosi non va assolutamente e preghiamo il governo di apportare gli opportuni chiarimenti quanto prima». Per Chiamparino e per l'ufficio di presidenza dell'Anci, il provvedimento licenziato dal ministro Calderoli «è dominato da confusione e incertezza che probabilmente sono il prodotto dell'attuale fase politica che governo e parlamento stanno vivendo». Si punta il dito soprattutto sull'aliquota Imu «che dovrebbe essere fissata di anno in anno con la legge di stabilità cosa che crea instabilità e mina i principi di autonomia dei Comuni». Tra l'altro, questa operazione «sembra proprio un restyling dell'Ici». L'altro «grave torto» è quello di «ledere in sostanza l'autonomia dei comuni». Non contenendo quelle risposte «che potevano consentire di recuperare anche se parzialmente i tagli alle risorse prodotti nel 2010, come lo sblocco dell'addizionale Irpef, il contributo di soggiorno e la devoluzione dell'incremento di gettito dei tributi immobiliari attribuiti ai Comuni». L'Anci ha chiesto di far tornare il decreto in sede di conferenza unificata ma il ministro Calderoli ha risposto di no. Tremonti insiste invece nel tenere aperta la porta del dialogo con l'Anci.BR Il grido «federalismo o morte» spinge il ministro Sacconi a dire che certamente il provvedimento sarà approvato. Ma i numeri in commissione sono ballerini, tanto che il presidente La Loggia annuncia che voterà anche lui. Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, spiega che la versione ultima del decreto «è il tradimento del federalismo. La promessa del recupero dei 2,5 miliardi di tagli determinati dalla legge di stabilità, come previsto non viene mantenuta». Il Terzo polo conferma che presenterà un emendamento al decreto milleproproghe per spostare di sei mesi i tempi della delega. Italo Bocchino spiega che sono pronti a dire di no «al ricatto di Bossi» e anche ad andare a votare. Intanto Confcommercio, Confesercenti e tour operator bocciano la gabella della tassa di soggiorno che «penalizza il turismo».BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Vindice Lecis