La Salò socialista e gli anarchici pavesi
bPAVIA. /bbComplotti e tradimenti nel crepuscolo di Salò. Al centro di uno degli intrighi più oscuri e avvincenti, ci fu Germinale Concordia, fondatore e capo della Bruzzi-Malatesta, la brigata anarchica pavese, il cui arresto nel marzo del '45 faceva definitivamente naufragare la trama intessuta da Edmondo Cione e dai settori filosocialisti della Rsi per un passaggio di poteri indolore con la Resistenza moderata.BR /b Piemontese di Mombaruzzo, nell'Astigiano, erede di una famiglia di artisti, Concordia nel gennaio del '44 fonda con Antonio Pietropaolo la Bruzzi-Malatesta, che ha la sua roccaforte segreta alle Officine meccaniche Giulietti di Santa Cristina. La brigata anarchica opera in pianura, nel Pavese ed estende poi il suo raggio d'azione fino a Mede in Lomellina.BR Colpi di mano, blitz improvvisi, assalti ai presidi tedeschi e alle caserme della Gnr, una tattica che guadagnerà alla formazione l'appellativo di brigata-fantasma. I suoi successi infastidiscono il partito comunista, che comincia a fare pressioni per mettere sotto tutela la Bruzzi. Concordia reagisce intavolando trattative con i socialisti, che si concluderanno positivamente nel '45, con l'ingresso della brigata pavese nelle formazioni Matteotti. Ma in quei mesi cruciali, Concordia figura anche come uno dei partecipanti agli incontri promossi da Edmondo Cione. «Filosofo di nessun valore», come lo definisce Giorgio Bocca (La repubblica di Mussolini), «vaccariello» o portaborse di Croce, Cione nell'agosto del '44 si trova a fare i bagni sul Garda; Biggini, ministro di Salò, lo invita a cena e a tavolo nasce l'idea di creare un movimento d'opinione che, pur restando nell'ambito della Repubblica sociale, sia alternativo al fascismo. Mussolini, che passa da momenti di cupa ferocia ad altri in cui vagheggia il ritorno alle origini rivoluzionarie, acconsente alla nascita del raggruppamento «Il Ponte», che si propone di fare opposizione da sinistra alla Rsi. Agli incontri, più o meno clandestini, prendono parte anche il prefetto Nicoletti, fiduciario del duce, l'avvocato Zocchi, i giornalisti Gastone Gorrieri e Carlo Silvestri: la componente che, forzando parecchio, si può definire come l'anima «socialista» del regime. Il Ponte, visto come il fumo negli occhi dagli oltranzisti della Rsi alla Pavolini e alla Farinacci, pubblica un giornale che avrà vita travagliata e avvicinandosi la fine contatta anche Corrado Bonfantini, comandante delle Matteotti. E' proprio lui, probabilmente, il tramite con Concordia, che nello stesso periodo tratta l'adesione degli anarchici. All'operazione si interessa pure il generale Renzo Montagna, ufficiale della Milizia e capo della polizia di Salò: Montagna, che arriva da Santa Giuletta, è un nemico spietato dei partigiani, ma non un fascista fanatico, non insegue un finale da Valhalla, la morte da eroe armi in pugno; cerca semmai una via d'uscita indolore, un salvacondotto per se stesso e i gerarchi meno compromessi con le torture e le violenze, Mussolini compreso. La carta di scambio è il passaggio di poteri dalla repubblica alla Resistenza moderata. Bonfantini finge di stare al gioco (anche se in realtà sembra che lo facesse per ottenere la liquidazione della famigerata banda Koch, come in effetti avvenne), Montagna si adopera per far uscire dal carcere Ferruccio Parri, il leader azionista catturato casualmente dai tedeschi (e che sarà liberato in Svizzera). Ma l'arresto di Concordia, e il netto rifiuto di Pertini e degli altri dirigenti del Cln a scendere i patti con Salò, fanno naufragare il piano.BR Il boss della Bruzzi Malatesta, secondo alcune ricostruzioni storiche, era stato individuato come la personalità «super partes» che avrebbe dovuto proclamare la nuova Repubblica socialista, mettendo gli Alleati e la componente comunista della Resistenza di fronte al fatto compiuto. Non se ne fa nulla, ma i protagonisti da una parte e dall'altra riescono a cavarsela. Cione nel dopoguerra entrerà nella Dc, Concordia accantonerà l'utopia anarchica per avvicinarsi ai socialdemocratici.P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P