Commedia da camera per due bravi attori

b MILANO./b Pièce da camera di antesignano minimalismo, 'Il catalogo" di Jean-Claude Carrière (al Teatro Manzoni fino al 30 gennaio) è una commedia della solitudine, il tentativo disperato di non rimanere soli a costo di trovate assurde e di non-sense. Ennio Fantastichini e Isabella Ferrari, diretti da Valerio Binasco, raccontano l'incontro-scontro di un giovane avvocato collezionista di donne che non ha memoria ed è perciò costretto a catalogare in un album tutte le sue conquiste, con un'eccentrica ragazza alla ricerca di un fantomatico signor Ferrand. La tela borghesuccia di questo scapolo viene tarlata e perquisita, dando vita a un sottofondo pinteriano di schermaglie che nascondono qualcos'altro. Misterioso e delicatamente incomunicabile dialogo che scava nelle difese e poi nelle vaghe intese tra due libertini volutamente algidi per nascondere la loro fragilità, l'atto unico scorre sul filo di una plausibile continuità fra i toni giocosi della prima parte e il fiato di sgomento, lo spiffero d'assurdo e d'angoscia che si avvertono nella seconda.BR