Protesta sul cornicione della banca

b PAVIA./bb In equilibrio sul cornicione per difendere la sua impresa e i suoi sei dipendenti. Pancrazio Benevento, un imprenditore di 45 anni di Vellezzo Bellini, ha messo in scena la sua protesta ieri mattina, in piazza Meda a Milano, dove ha sede la Banca popolare di Milano. Per la sua denuncia ha deciso di srotolare uno striscione con la scritta «Abusi di potere» rivolta all'istituto di credito, che gli avrebbe negato un appalto. «Ho 200mila euro di debiti», dice.BR /b Due mezzi dei vigili del fuoco sotto il palazzo della banca, un'ambulanza del 118, poliziotti all'interno della struttura a cercare di convincerlo a scendere, con i giornalisti a pochi passi: se l'imprenditore voleva attirare l'attenzione sul suo caso, c'è riuscito. L'uomo, che da 5 anni abita a Vellezzo (era prima residente a Milano), dove gestisce anche il bar 'Bis" del campo sportivo, è salito ieri verso le 10 al sesto piano del palazzo che ospita la Bpm e si è piazzato sul cornicione, con il suo striscione. A quel piano ci sono gli uffici dove l'uomo, titolare di un'impresa di facchinaggio, ha fornito i propri servizi per 12 anni. La Emercep, rilevata nel 1998, nel frattempo si è allargata, arrivando a contare sei dipendenti. All'istituto l'impresa si occupa di un po' di tutto: dalla posta ai servizi di cancelleria, fino all'archiviazione e al macero di documenti. Cresce il lavoro, ma anche i costi per l'impresa, che deve assumere del personale. «A un certo punto lavoravo solo per pagare lo stipendio ai dipendenti - racconta Pancrazio Benevento -. Tra Inps e tasse da pagare, nel giro di due anni ho accumulato circa 200mila euro. Sono sposato e un figlio da mentenere. Non potevo certo andare avanti cosi. Perciò ho chiesto un aumento all'istituto per cui la mia impresa offriva i propri servizi, perché i costi nel frattempo erano aumentati, ma non c'è stato verso». A gennaio la situazione precipita. La banca indice un nuovo appalto per quei servizi. L'impresa di Benevento partecipa, ma è esclusa. Nella disperazione l'uomo pensa a come trovare una via di uscita: senza quell'appalto deve licenziare gli operai e chiudere. I debiti sono troppi. «Ho provato a chiedere un finanziamento alle banche, ma mi hanno chiuso le porte in faccia - dice l'imprenditore -. Cosi ho deciso di protestare, non solo per me, ma per tutti quelli che con la crisi non ce la fanno più ad andare avanti e sono vittime degli abusi di potere». Intorno a mezzogiorno, dopo due ore di paura e apprensione, in bilico a decine di metri di altezza, i vigili del fuoco lo hanno imbragato e tirato giù. L'uomo è stato ricevuto da un funzionario della banca, che ai giornalisti ha poi precisato: «La persona non è né un dipendente né un cliente Bpm, ma un fornitore che ad oggi non ha più rapporti con il nostro istituto». A questo punto Pancrazio Benevento è stato prelevato dai poliziotti e accompagnato in questura, dove gli è stata notificata una denuncia per procurato allarme.P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P