In due settimane la richiesta di processo

BR bROMA. /bbDa una parte la procura di Milano, decisa ad andare avanti nel rispetto dei principi costituzionali «dell'uguaglianza di tutti davanti alla legge, dell'obbligatorietà dell'azione penale, della presunzione della non colpevolezza». Dall'altra il Pdl, pronto a fare quadrato attorno al suo leader in difficoltà, spalancandogli l'uscita di sicurezza che porta al Tribunale dei ministri.BR /b Il giorno dopo le dure accuse del premier ai magistrati che conducono l'inchiesta sul Ruby-gate, il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati firma una nota di poche righe per difendere l'inchiesta condotta dagli aggiunti Ilda Boccassini e Pietro Forno e dal pm Antonio Sangermano, e ribadisce che la procura «prosegue nel suo lavoro quotidiano in piena serenità». La indagini, dice, vanno avanti secondo le norme di legge, secondo i tempi indicati. Con almeno altri indagati «minori»: tre persone che, assieme a Nicole Minetti, Lele Mora ed Emilio Fede, avrebbero «svolto attività di induzione e favoreggiamento della prostituzione». Ieri gli inquirenti hanno ascoltato un'altra delle ragazze ospiti a villa San Martino.BR Silvio Berlusconi è atteso in procura per essere interrogato il 21, 22 o 23 gennaio, secondo le date indicate nell'invito a comparire notificato al presidente del Consiglio. Ma anche se non dovesse presentarsi, la procura è pronta a preparare in un paio di settimane la richiesta di giudizio immediato da inviare al giudice per le indagini preliminari Cristina Censo: per i magistrati, infatti, esiste l'evidenza delle prove necessaria per portare il Cavaliere a processo.BR Con il passare delle ore, appare sempre più improbabile che il premier decida di presentarsi davanti ai suoi accusatori, un gesto che, oltretutto, sancirebbe in modo implicito la decisione di accettare la competenza dei pm milanesi. Il Pdl, dunque, si organizza per dare battaglia all'interno della Giunta per le autorizzazioni con l'obiettivo di neutralizzare la richiesta dei pm di perquisire l'ufficio del tesoriere di Arcore, Giuseppe Spinelli (escluso dal primo blitz perché ritenuto di pertinenza della presidenza del Consiglio) invocando il mancato rispetto della competenza del Tribunale dei ministri per rispedire tutto a Milano. Il partito è in fibrillazione: i parlamentari del Pdl che fanno parte della giunta e della commissione Giustizia sono stati convocati alle 19 di oggi nella sala Colletti di Montecitorio per «comunicazioni urgenti» da Fabrizio Cicchitto: all'incontro dovrebbe essere presente l'avvocato del premier Nicolò Ghedini.BR L'esame del dossier che contiene gli atti e le intercettazioni, un faldone di 389 pagine allegato alla richiesta di perquisizione, comincerà domani: relatore sarà il vicepresidente della Camera Antonio Leone, esponente del Pdl. Berlusconi può contare sulla forza dei numeri: 11 deputati su 21, con il presidente, Pierluigi Castagnetti del Pd, che per prassi non vota. Dopo la giunta, però, l'incartamento passerà all'aula di Montecitorio, e qui, con il voto palese, la strada potrebbe essere in salita, perché il governo dovrebbe affidarsi ai suoi pochi voti di scarto. «Non sono sicuro che lo faranno, e se gli atti dovessero tornare al tribunale, servirebbe una maggioranza di 316 voti» ha ricordato Castagnetti. Il regolamento della Camera concede 30 giorni: il presidente della giunta ha già annunciato che servirà qualche settimana. Intanto, la Camera ha inaprito la condanna per la prostituzione minorile, approvando il testo che ratifica la convenzione di Lanzarote: la pena raddoppia, passando da uno a 6 anni di reclusione.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Maria Rosa Tomasello