Tar boccia la centrale di Vistarino

bVISTARINO./bb Le strade non sono adeguate, anche pochi passaggi di mezzi pesanti sono pericolosi: con questa motivazione il Tar ha accolto il ricorso presentato da 4 cittadini contro la costruzione di una centrale a biomasse. Vengono cosi bloccati il progetto e un contratto da 6 milioni.BR /b La centrale era stata autorizzata il 23 febbraio 2010 e l'aziemda che dovrebbe realizzarla, la 'Centro energia pulita" di Milano, aveva già firmato un contratto da 6 milioni di euro per acquistare l'impianto chiavi in mano che sarebbe arrivato dalla Germania. Ma il Tar ha detto no. I passaggi di camion necessari per la costruzione dell'impianto e poi quelli giornalieri necessaria garantire l'approvigionamento di combustibile, per i giudici amministrativi sono incompatibili con la condizione delle strade. «Le contestazioni riguardanti la non adeguatezza del sistema viario al fine di supportare il passaggio di mezzi pesanti e nel contempo di garantire la sicurezza del traffico nella zona sono da accogliere - scrive il Tar - Il parere della polizia locale riconosce l'esistenza della problematica legata alla sicurezza del traffico veicolare tuttavia ritiene di superare tale ostacolo proponendo la realizzazione di piazzole di sosta da utilizzare nel caso di incrocio dei veicoli lungo la strada della zona interessata. La soluzione indicata però non può essere applicata all'interno del centro abitato per mancanza di spazio e, comunque, potrebbe non essere in grado di garantite la sicurezza nemmeno al di fuori di esso nel momento in cui le condizioni ambientali non fossero idonee (presenza di nebbia o maltempo e periodo serale-notturno). Senza dimenticare che un'eventuale futura implementazione dell'attività dell'impianto, non scartabile a priori, potrebbe far aumentare a dismisura il transito giornaliero di mezzi pesanti». La società ricorrerà al consiglio di Stato: «Si trattava di tecnologia innovativa con il massimo rispetto dell'ambiente». Il sindaco sottolinea che sarebbe stata una grande opportunità: «Avremmo avuto 8 posti di lavoro per i residenti e sarebbero entrate nelle casse comunali 240mila euro». Stefano Negri, consigliere di opposizione che ha proposto il ricorso insieme a tre concittadini, al contrario esulta: «Il ricorso promosso anche da Elisabetta Guardamagna, Luigino Meloni e Luigi Vitaloni è andato sicuramente oltre alle aspettative. Crediamo che il nostro territorio sia un patrimonio da tutelare per poterlo tramandare».BR

Chiara Riffeser