I blogger che vengono dal Medioevo
BR Dalle viscere delle società neo-medioevali, di cui la Tunisia di Zine el-Abidune Ben Ali è un esempio lampante, sempre più frequentemente emergono paradossali fenomeni post-moderni, sintomi di una profonda schizofrenia sociale.BR La tragedia che sta vivendo la Tunisia è il prodotto delle contraddizioni strutturali di una società arretrata nell'era della globalizzazione, ma quella stessa tragedia ha messo in evidenza la presenza di una generazione in grado di usare i mezzi più avanzati della comunicazione di massa per trasmettere la sua ansia di libertà e stabilire un contatto con il resto del mondo.BR Grazie ai blogger tunisini, per merito di migliaia di persone che da diverse parti del paese maghrebino raccontano le loro storie sulle reti informatiche, nell'immaginario globale la Tunisia non è più soltanto un luogo esotico, ma è anche una realtà drammatica nella quale «nessuno si fida del vicino, di un amico, del droghiere che può essere una spia di Ben Ali», come ci rivela il blogger Sam, a rischio di essere «portato via a forza la sera o alle quattro del mattino».BR In Tunisia si sta verificando ciò che è avvenuto nel 2009 in un altro paese neo-medioevale, la Repubblica islamica iraniana, quando sui blog, su twitter e sugli altri servizi di social-metwork sono stati raccontati le brutalità dei paramilitari basiji, il martirio di Neda e gli episodi di violenze e di sevizie nel carcere di Evin in seguito alla protesta popolare contro la rielezione truffaldina di Mahmud Ahmadinejad.BR Se la caparbia e violenta persistenza dei regimi come quelli di Ben Ali, di Hosni Mubarak, di Gheddafi, oppure di Ahmadinejad, impedisce il progresso politico, l'uso diffuso delle moderne tecnologie di comunicazione da parte dei giovani arabi e musulmani di fatto sta accorciando il divario che fin qui sembrava incolmabile tra questi ultimi e i loro coetanei nel resto del mondo.BR Ben Ali ha chiuso le università, ha imposto il coprifuoco al paese, ha ordinato al suo esercito di sparare sulla gente e di censurare internet, ma ci sarà sempre un blogger Sam a dire che la Tunisia non è più «un gigantesco Club Méditerranée».BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Bijan Zarmandili