Vandali e graffiti, nessun muro si salva
b VIGEVANO. /bScritte e messaggi sui muri, tag, facce riprodotte in serie lungo corso Cavour, corso Garibaldi, e tante vie limitrofe. Non c'è pace per una città che ogni giorno si sveglia con un problema nuovo da affrontare, con qualcosa in meno, come il caso del Gesù bambino del presepe rubato, qualcosa fuoriposto, come i bidoni della spazzatura incendiati o rovesciati, o qualcosa di troppo, come in questo caso.BR Le scritte, o tag che dir si voglia, che non hanno risparmiato nemmeno un muro, storico o verniciato di fresco. Se ne trovano dappertutto, girando per il centro, ma anche per le periferie, tanto che oramai l'occhio, semi-abituato, fa persino fatica a notarle. A meno che non siano vistose come quelle apparse di fresco proprio in queste mattine lungo tutto bcorso Cavour/b e bcorso Garibaldi/b. Una singola faccia, ricavata da una forma in negativo e poi spruzzata con lo spray a vernice nera lungo tutti i muri, è stata riprodotta qualcosa come una decina di volte nell'arco di poche decine di metri, lungo un edificio in corso Garibaldi, appena dopo il semaforo all'incrocio tra bvia Dante e corso Novara/b. La stessa identica figura è stata riprodotta poi lungo le vetrine di diversi negozi, e su tutta l'arcata di colonne libere che ci sono in bvia Trivulzio/b. Scritte e riproduzioni frutto della stessa mano, molto probabilmente un gruppo di ragazzi, che però non si è di certo fermato qui. Le stesse 'firme" proseguono anche lungo i muri esterni di tanti edifici di corso Garibaldi, praticamente fino all'incrocio con il parco Parri, ma si trovano scritte anche sui muri e anche molto più volgari, appena verniciati di alcuni edifici ed abitazioni di corso Cavour. Letteralmente invasi dalle scritte sono anche alcuni caseggiati di bvia Diaz/b. In particolar modo uno, posto circa a metà della via, di fronte alle scuole elementari, 'taggato" da tante firme fatte con spray di colore diverso e da tante mani diverse. Anche i passaggi a livello non sono stati risparmiati: in bcorso Milano e in via Matteotti/b, ma anche in bcorso Pavia/b, compaiono firme persino sulle sbarre, sui muretti intorno ai passaggi, sugli edifici li intorno. Di scritte se ne trovano anche sui tombini, sugli idranti rossi, sulle cabine Enel dell'energia elettrica. E in tutte le parti della città: sotto i cavalcavia, sui campanelli, sui guard-rail. Ci sono dei contesti, come i due cavalcavia di bvia Santa Maria/b e di bvia Valletta Fogliano/b, o anche il sottopasso di bvia Mascagni/b, dove i graffittari hanno dipinto i loro lavori, vere e proprie elaborazioni grafiche, ben diverse, però, da quello che si può trovare in centro dopo le ultime incursioni a base di bombolette spray. Da cui si salvano ancora la piazza Ducale e poche altre vie del centro. Negli scorsi anni l'amministrazione aveva persino deciso di chiudere durante la settimana le strade sotterranee che conducono alla Cavallerizza e al castello, sempre per lo stesso motivo: scritte impietose che comparivano come funghi all'interno delle mura antiche di mattoni. «Questa non è arte - tuona l'assessore alla viabilità e al turismo Gigi Sampietro - è maleducazione. L'unico modo per far imparare loro la lezione è quello di scoprire gli autori di queste scritte e sanzionarli. Sarebbe corretto creare un fondo che, grazie al ricavato delle sanzioni, metta a disposizione dei fondi per la riverniciatura degli edifici, pubblici e privati, insomma tutti quelli danneggiati».BR
Ilaria Cavalletto