Fiom: partita ancora aperta
b ROMA. /bbLa vertenza sullo stabilimento di Mirafiori «è ancora aperta» e la partita «può essere vinta e risolta positivamente». Per Maurizio Landini, segretario Fiom, non sarà possibile firmare comunque l'accordo, anche con la vittoria dei si e annuncia la possibilità di un ricorso al giudice del lavoro. Susanna Camusso, segretario Cgil ribadisce: accordo sbagliato, i lavoratori votino no.BR /b A Mirafiori ieri è ripartita la produzione dopo tre settimane di cassa integrazione e da domani saranno al lavoro tutti i 5500 operai. Sin dal primo turno i dipendenti hanno trovato militanti e delegati di tutti i sindacati impegnati in una guerra di volantini. E' stato diffuso il documento del «fronte del si» all'accordo del 23 dicembre (Fim, Uilm, Ugl, Fismic) intitolato «Mirafiori c'è ora dipende da te». Alla porta 2 è stato distribuito quello della Fiom presente col «camper metalmeccanico» che ha consegnato ai lavoratori del turno l'intero testo dell'accordo di settanta pagina. Infine anche il volantino dei Cobas.BR «La Fiom ha deciso di distribuire l'intero accordo - ha spiegato Federico Bellono, segretario generale Fiom di Torino - perché noi a differenza degli altri sindacati abbiamo deciso di fare le assemblee in programma martedi e mercoledi». Ai cancelli serpeggiano dubbi, tensione e timori. Nonostante il fronte del si disponga sulla carta di circa il 70% dei consensi riferiti alle ultime elezioni delle Rsu, Mirafiori negli ultimi anni ha bocciato numerosi accordi sindacali, compreso quello sullo scalone pensionistico proposto dal governbo Prodi.BR La Fiom gioca a tutto campo ha inocntrato una delegazione del Pd guidata dal segretario Pier Luigi Bersani. Pur sollecitato a prendere posizione, il Pd ha scelto la linea di critica alle parti dell'accordo che limitano le libertà sindacali e non ha fornito comunque nessuna indicazione di voto. Per il no, invece, è la Cgil animata dalla preoccupazione di non poter restare fuori dalle fabbriche: «Quello di Mirafiori è un accordo sbagliato - ha detto Susanna Camusso - è bene che i lavoratori si esprimano con un no al referendum». Ma la partita sembra spostarsi sulla ricerca, tra le parti sociali, di nuove regole sulla contrattazione con meccanismi di tutela e di garanzia per la validazione degli accordi. La partita ben presto si sposterà dalla più grande fabbrica italiana al resto del tessuto produttivo e Landinoi avverte: nessun impresa imiti la dottrina Marchionne perchè in caso contrario «si aprirà un conflitto senza precedenti».BR Con la Fiom sono scesi in campo una cinquantina di economisti e migliaia di firme sostengono un appello di intellettuali. Per Oliviero Diliberto, portavoce della Federazione della sinistra, «la vicenda Mirafiori rapprsenta oggi un punto cruciale e dirimente per la sinistra e non c'è spazio per ambiguità». Ieri comizio di Paolo Ferrero (Rc) e domani di Nichi Vendola (Sel). (v.l.)BR