Il vizio del gioco in una commedia per grandi attori
b STRADELLA/bb. Qualche volta il teatro diventa specchio del privato, gioco sottile tra vita e finzione e può smuovere qualche inquietudine esistenziale anche in chi lo fa. Ora tocca ad Annamaria Guarnieri e Luciano Virgilio sondare questo terreno delicato, mettendosi nei panni della coppia protagonista della commedia 'Antonio e Cleopatra alle corse", premio speciale della Giuria Riccione 2007, finalista nella terna dei premi Eti Oscar del Teatro 2009. Firmato da Roberto Cavosi e messo in scena da Andrée Ruth Shammah, il lavoro è in programma domani e dopo (ore 21) al Teatro Sociale.BR /b Cronaca fedele e al tempo stesso bizzarra di un grande amore che si infrange nella quotidianità, storia tragicomica, insolita e appassionante, cupa fantasia tessuta in maniera intelligente e imprevedibile, lo spettacolo, nonostante il titolo, lascia il riferimento alla regina egiziana e all'imperatore romano: qui quei nomi nobili e di cosi rilevante importanza sono solo gli appellativi di due formidabili cavalli da corsa. Quelli di cui sono maniaci i protagonisti del bizzarro ménage messo in scena. Sono un marito e una moglie dei giorni nostri, di una qualsiasi città, che si chiamano Bambino e Bambina. Lei è una donna ricca, afflitta da una rara allergia che la costringe a stare lontano dalla luce obbligandola a portare gli occhiali scuri e a vivere da sepolta viva. L'unica cosa che la fa sentire viva è giocare, connettendosi direttamente da casa con tutti i centri di scommesse del mondo e perdendo sempre, però, perché per partito preso non segue mai i consigli del marito, vero esperto. Lui è un tipo qualunque senza un soldo in tasca, che vive una vita del tutto inventata di fuori, fra bar, aperitivi e night club, assumendo ogni volta ruoli diversi ma che torna sempre li, in quella casa, teatro del loro quotidiano cercarsi e respingersi, litigare e fare pace, punzecchiarsi, appunto, come due bambini, il loro stratagemma per sottrarsi alla minaccia della fine. Quella che li lega è una storia d'amore. Come tutte le storie d'amore è un concentrato di bene, di cattiveria, di egoismo, di tenerezza, di dedizione e di rifiuto. E di un desiderio di possesso che in lei nasce dalla paura di essere abbandonata, che lui non torni più dai suoi giri e dai suoi incontri forse immaginari, e in lui desiderio di difendere lei a ogni costo perché non compia un gesto disperato fino a quando ci sia uno spiraglio di impossibile guarigione. Di questo - e di Attila, Passion Flower, Bessie Smith, Antonio e Cleopatra che sono poi nomi dei campioni di ippodromi reali e immaginari - parlano in continuazione, perché tutto aiuta a sentirsi anche solo parzialmente vivi rispetto al silenzio della solitudine, mentre il loro gioco a due disperato e dolcissimo, ironico e crudele, si fa sempre più serrato e inquietante nel ricordo struggente di ciò che è stato, che non è più e che non potrà mai tornare. (f. c.)BR BIGLIETTERIA:BR domani 10-12.30; domani e dopo aperta anche un'ora prima dello spettacolo.BR