Omicidio, padrone di casa indagato
BR b LANDRIANO./bb Strage del monossido, indagato il proprietario dell'appartamento di via Cirano. Bruno P., 67 anni, residente a Settala, in provincia di Milano. Dovrà rispondere all'accusa di omicidio colposo plurimo. Un provvedimento che ha anche consentito di sequestrare i locali della tragedia e di disporre le perizie che dovranno chiarire l'esistenza di responsabilità.BR /b I carabinieri hanno sentito nella notte il proprietario dell'appartamento dove hanno perso la vita il padre di 35 anni, la madre di 24 e i due bambini maschi di 3 e 4 anni. La donna era all'ottavo mese di gravidanza: a febbraio avrebbe partorito una bambina. Le vittime sono Mohamed El Sherif, il padre, Sabah Ibrahim, la madre, e i due piccoli Ali e Abdalla. La morte, da un primo esame, risalirebbe a circa tre o quattro giorni fa.BR La Procura della repubblica di Pavia ha quindi aperto un'inchiesta che è stata affidata al sostituto procuratore Roberto Valli. Il magistrato ha emesso un avviso di garanzia nei confronti del proprietario e sta cercando di dare una spiegazione ad una tragedia che nel Pavese non ha precedenti almeno per quanto riguarda il numero delle vittime. Il tubo della caldaia sembra fosse staccato di qualche centimetro e i tecnici dovranno chiarire il motivo. Si era staccato a seguito di lavori che sarebbero stati eseguiti nei giorni scorsi oppure perchè era già deteriorato? Una domanda alla quale non sarà facile rispondere. L'appartamento è stato quindi sequestrato e sigillato: nessuno potrà entrare prima degli accertamenti tecnici. Il pericolo è quello di inquinare le prove.BR Intanto i corpi delle vittime sono stati trasportati all'istituto di medicina legale dell'Università di Pavia dove, oggi, saranno eseguite le autopsie. Un esame necessario per stabilire le cause dei decessi ma, soprattutto, il giorno preciso. Sui tempi c'è ancora incertezza.BR Probabilmente i carabinieri di Landriano dovranno sentire alcuni testimoni tra cui i vicini di casa e alcuni parenti delle vittime. Ma non solo. Dovranno anche dare un nome all'uomo che avrebbe eseguito i lavori alla caldaia. E questo è uno dei punti più controversi della vicenda. Era un semplice amico che ha fatto un favore alla famiglia egiziana oppure un tecnico specializzato? I carabinieri, per questo motivo, dovranno rientrare nell'appartamento della tragedia alla ricerca del libretto della caldaia dove dovrebbe essere certificata l'idoneità dell'impianto e il superamento dell'esame dei fumi. Un lavoro che poteva essere eseguito solo da un tecnico specializzato.BR I corpi erano stati ritrovati nel tardo pomeriggio di mercoledi. A dare l'allarme erano stati gli amici della coppia egiziana che abitava a Landriano da 12 anni e da un paio in quella casa vicino al municipio. Non li sentivano da tre giorni. Cosi si erano presentati davanti all'abitazione per capire cosa era successo.BR
Adriano Agatti