A ruba i bond europei salva-Irlanda

bROMA. /bbVanno a ruba i bond europei che serviranno a salvare le banche irlandesi, mentre la Cina è determinata a rafforzare il suo ruolo nel Vecchio Continente e promette di finanziare il debito dei Paesi in difficoltà in qualità di «investitore di lungo termine».BR /b Ma il rischio contagio della crisi del debito sovrano fa salire la pressione in Europa, con i mercati sempre più scettici sull'efficacia dei piani di intervento dell'Ue. Lo dice chiaramente il Nobel per l'economia, Joseph Stiglitz, che vede il pericolo di un collasso dell'euro e la minaccia della situazione «precaria» di Italia e Spagna, mentre uno degli esponenti della Bce, Yves Mersch, avverte che bisogna ritirare le misure di stimolo e ridurre con più decisione i deficit.BR Ieri intanto, l'Unione europea ha piazzato nel giro di un'ora il bond quinquennale da 5 miliardi al tasso di interesse del 5,51% tramite l'European Financial Stabilization Mechanism (Efsm, il meccanismo originariamente creato per aiutare i Paesi europei dell'area centro-orientale) e il 12 gennaio invierà all'Irlanda la prima tranche di aiuti destinati al salvataggio del sistema bancario. All'operazione avrebbe aderito anche la Cina che - stando alle stime del quotidiano economico francese La Tribune - già controllerebbe il 7,3% del debito pubblico dei Paesi dell'Eurozona, per una cifra vicina a 630 miliardi di euro e ora si è lanciata in un 'corteggiamento" dell'Europa: il vicepremier cinese Li Keqiang ha iniziato in Spagna la missione nel Vecchio Continente - per poi andare in Gran Bretagna e Germania - e ha assicurato che Pechino aiuterà l'Europa a superare la crisi del debito come «investitore responsabile di lungo termine». In cambio la Cina chiede migliori relazioni commerciali (15 gli accordi siglati a Madrid).BR «Il successo dell' emissione di bond ci porta a credere che in futuro non avremmo difficoltà a collocare nuovi titoli», ha detto la portavoce della Commissione Ue, Amelia Torres.BR Sempre a gennaio dovrebbe esserci una nuova emissione da 5 miliardi, ma questa volta gestita dall'European Financial Stability Facility (Efsf, il veicolo finanziario creato per il salvataggio della Grecia) e per gli osservatori l'operazione potrebbe spianare la strada all'emissione degli E-bond. Un capitolo che vede ancora divisi i leader europei e che ha riacceso i dubbi sulla reale coesione dell'Europa e sulla sua capacità di azione.BR