Garlasco, il pasticcio dei rifiuti
BR bGARLASCO./b Mentre i Comuni del Clir litigano sul se e quanto premiare chi differenzia di più, Garlasco si impantana sulla chiusura della piazzola ecologica. L'eterna grana dei rifiuti, da Mortara a Garlasco. Ancora più grana se da Roma diminuiscono i trasferimenti e l'obiettivo di tutti è evitare rincari. Per tutto gennaio l'area di via Mulino, a Garlasco, rimane chiusa a causa dei lavori al cavo colatore. Le famiglie non hanno ricevuto comunicazione. C'è solo un avviso all'ingresso della piazzola, un secondo in piazza Repubblica nella bacheca del municipio dedicata agli annunci istituzionali. Un errore, secondo il consigliere di opposizione Francesco Santagostino. «La gente andava informata per tempo, nessuno mette in discussione l'intervento». Proprio nel periodo dell'anno in cui si producono più rifiuti, aggiunge Alessandro Re, capogruppo di «Garlasco domani»: «Una disattenzione giustificabile solo se dietro la chiusura ci sono cause di forza maggiore, un'ermergenza improvvisa sulla tabella di marcia per esempio». Costoso improvvisare una piazzola temporanea. «Impossibile, le piazzole necessitano di criteri particolari», puntualizza l'assessore all'Ecologia Massimo Bertani. Che addirittura fa appello ai cittadini: «I rifiuti ingombranti vanno tenuti a casa fino a fine mese. Chiedo collaborazione altrimenti Garlasco finisce come Napoli: la piazzola ecologica rimarrà chiusa finchè non finiscono i lavori, non c'è alternativa». Bertani gioca d'anticipo perchè teme l'effetto di ritorno. Timore fondato considerato che ogni anno il Comune spende 50mila euro per rimuovere l'immondizia lasciata a bordo strada e non fuori ma dentro il cassonetto. Con la chiusura dell'area c'è infatti il rischio che chi non sa e si muove da casa con il frigorifero da buttare non lo riporti indietro, ma se ne liberi dove capita. L'area riceve i rifiuti voluminosi e gli scarti delle imprese edili. Lo stop al servizio dovuto al cantiere avviato dopo le feste con cui l'amministrazione Spialtini conta di chiudere per sempre l'annoso problema degli allagamenti in centro quando piove. Lavori da 180mila euro che il Comune ha stanziato recuperando un finanziamento regionale di vent'anni fa. «Mandare un avviso scritto alle famiglie non era possibile - sottolinea poi Bertani - e non tutti hanno la posta elettronica. Ci siamo affidati ai cartelli. Il servizio a domicilio non è garantito: da una certa fase in poi l'accesso all'area sarà bloccato anche al personale comunale incaricato del servizio». Il nodo è questo: con i lavori in corso la zona non è praticabile se non dagli operai del cantiere. Quindi non se ne esce. «Per un mese bisogna tenersi gli ingombranti a casa. Mi auguro che non li lascino in giro per il paese, perchè se non funziona la piazzola noi per primi non sappiamo dove metterli. E Garlasco rischia di diventare come Napoli. Mi appello al senso di responsabilità delle persone».BR
Simona Bombonato